Basket, Sport

ALESSANDRO ROSSI E I SUOI RAGAZZI, PIU’ FORTI DI OGNI AVVERSITA’, DOMANO CAPO D’ORLANDO

  • Bobby Jones

    1/3
  • Giovanni Carenza

    2/3
  • cof

    3/3

Di: Valerio Pasquetti

Gli uomini di Zeus proseguono nel loro incedere nonostante gli avversi numi dell’Olimpo seguitino a rendere viepiù periglioso il percorso della NPC. Il successo ottenuto su di un’ottima Capo d’Orlando assume ancora maggior valore ove si consideri che gli amaranto celeste hanno dovuto rinunziare, nella circostanza, a Tomasini che, ineludibilmente, è stato l’uomo migliore e più costante di questo avvio di torneo. La gara che ha contrapposto gli uomini di Zeus alla Orlandina è stata tosta, bella, vibrante ed avvincente. Rieti ha quasi sempre avuto dalla sua l’inerzia della contesa, riuscendo ad ottenere più volte un margine di 5 o 6 punti che gli avversari, guidati da due stranieri “fuori-categoria” – Triche e Parks – hanno saputo sempre ricucire. Nel dopo gara il coach degli isolani, Sodini, ha rimarcato le assenze di alcuni uomini tra i suoi effettivi. Carenze di certo importanti che, però, hanno privato l’Orlandina di qualche seconda linea. Rossi, viceversa, nonostante le note vicende che, dall’abbrivio, avversano la compagine reatina, mai si è lamentato, mai ha addotto esimenti e scusanti per giustificare una sconfitta o un passaggio a vuoto della sua squadra. E di ciò va dato encomio a Rossi che, prima che un buon tecnico è di certo una persona dagli elevati valori umani e professionali. Nella circostanza – sarà opportuno sottolinearlo – la NPC ha dovuto fare a meno di Simone Tomasini e, quindi, di quei 13.4 punti per gara che Simone è stato capace di garantire fino ad oggi. Buon per Rossi e per la Zeus che Adegboye – diamine, un nome di una difficoltà estrema! – da oggi semplicemente: “Ogo!” abbia saputo emanciparsi così da surrogare nel migliore dei modi Tomasini, pareggiando il compagno infortunato proprio per i punti realizzati (13). I bau-bau di turno erano di certo i due stranieri in forza alla compagine siciliana: Triche e Parks. I mastini della NPC sono stati bravi a limitarne gli estri anche se, poi, qualcuno tra gli altri isolani ne ha potuto trarre giovamento. Così Bruttini (ben 19 punti conditi da 10 rimbalzi) – del quale si conoscevano le potenzialità – ma soprattutto Lucarelli: 13 punti, 3/3 dall’arco, 4 rimbalzi. Toscano è stato stoico. Si vedeva lontano un miglio che l’ottimo Daniele era sofferente (la schiena non gli dà tregua). Eppure Toscano ha pugnato come un gladiatore, regalando 22 minuti di qualità, grande difesa e anche punti importanti (7). Finalmente Bonacini ha fatto vedere di che pasta è fatto. Il ragazzo – giunto a Rieti la scorsa estate con la benedizione di un mostro sacro del mondo dei coach quale Pillastrini, ed il conforto di Cavina che, di certo, non è l’ultimo arrivato – ha disputato la sua miglior partita in canotta Zeus, regalando tanta difesa anche su Triche. Passi avanti li ha fatti pure Nikolic, gagliardo e tosto, combattente come si conviene per quelli che sono i geni – di origine serba – che gli scorrono nelle vene. Un monumento servirà erigerlo a Bobby Jones. Giocatore di straordinaria affidabilità e di lunga, comprovata esperienza, Bobby ha disputato l’ennesima gara da incorniciare. L’impegno e la solidità, l’intelligenza cestistica, la durezza, la capacità di limitare ogni avversario con una difesa durissima e strenua, sempre ai limiti del lecito, però efficientissima, hanno prodotto questo piccolo, ennesimo miracolo marchiato NPC. Alessandro Rossi è stato molto bravo ed ha saputo gestire al meglio gli effettivi a disposizione. Qualche cosa da eccepire vi sarebbe sul “gioco” – si presume studiato nel time out che ha preceduto la ripresa delle ostilità – in occasione del quale Angelo Gigli è stato l’uomo deputato a scagliare il tiro da 3 che avrebbe potuto garantire la matematica affermazione della Zeus. Sulla successiva rimessa (74-72), poi, ancora un time out e la scelta di non commettere fallo tattico per mandare gli avversari in lunetta e gestire l’ultimo possesso. Una scelta che ha premiato Rossi, ma che, nella eventualità in cui Bellan (“che tira col 40% da tre”, ha rimarcato il coach avversario Sodini) fosse andato a bersaglio, avrebbe condannato la Zeus alla sconfitta. “E’ una mia filosofia di gioco – conclude Ale Rossi – l’ho sempre fatto e seguiterò a farlo. Mai imporrò alla mia squadra falli tattici di questa tipologia”.

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