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Area di Crisi industriale complessa, Paolucci (Uil): “Adesso investire sulle politiche attive”

“Era una giornata grigia il 19 novembre scorso. Era grigia come l’umore dei tanti lavoratori e di tante lavoratrici riuniti sotto il Ministero dello sviluppo economico per chiedere conto dei ritardi nei pagamenti per la mobilità e la cassa in deroga. Nei giorni scorsi – grazie all’impegno dell’assessore regionale al lavoro Di Berardino – la seconda e la terza finestra per queste indennità sono state trasmesse all’Inps per il successivo invio agli uffici territoriali. L’ultima trance è stata invece autorizzata dal Mise e a breve la Regione Lazio attiverà le procedure per trasmetterla all’Istituto nazionale per la previdenza sociale. Stiamo parlando di fondi del 2018. Di un piccolo aiuto alle tante persone espulse dal mondo del lavoro e che vivono in un’area di crisi industriale complessa come Rieti, dove il lavoro è praticamente diventato una chimera”. Lo dice Alberto Paolucci, Segretario generale della Uil di Rieti e della Sabina romana.

“Si è finalmente aperto uno spiraglio per i pagamenti arretrati – aggiunge Paolucci – Ma cosa accadrà nel 2019 è ancora tutto da decifrare. Noi non abbassiamo la guardia, siamo vigili e attenti, e con le altre organizzazioni sindacali siamo impegnati quotidianamente per programmare un nuovo accordo che assicuri risposte concrete e dignità a tanti uomini e a tante donne”.

“Fatto sta che un giorno queste indennità verranno meno – dice Paolucci – e allora il rischio che dopo ci sia il deserto può diventare concreto. Noi non possiamo tollerarlo. E’ per questo che tutta la politica, dal Comune alla Regione fino al governo nazionale – deve impegnarsi concretamente e investire con decisione sulle politiche attive in modo tale da permettere a chi ha perso il lavoro di rientrare nel mondo produttivo. Serve un percorso virtuoso che preveda una ricollocazione chiara, certa e dignitosa per i lavoratori perché non si può vivere di sola aria. Il nostro territorio necessita di investimenti. Si prenda spunto dalla manifestazione che sabato ha colorato pacificamente la Capitale. A chi detiene il potere delle scelte, #FuturoalLavoro ha chiesto più lavoro e sviluppo, fisco equo, lotta alla povertà, più sanità pubblica, più istruzione e conoscenza: la piattaforma di Cgil, Cisl e Uil è chiara, adesso è arrivato il momento di discuterla”.

“Se qualcuno se lo fosse dimenticato, apra la Costituzione italiana – conclude Paolucci – troverà scritto nel primo articolo che L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.

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