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BIELLA “REGALA” ALLA NPC IL QUARTO POSTO ED IL PLAY OFF “CASALINGO” CONTRO FORLI

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RIETI – La Zeus accede ai play off. E’ la prima volta che ciò accade nella gestione del presidente Giuseppe Cattani. Rieti torna a disputare la post season dopo le battaglie reiteratamente vissute nel primo decennio di questo secolo allorché il team amaranto celeste – la NSB più propriamente – fu artefice di epiche sfide, soprattutto contro l’odiata Montegranaro. Dapprima in B1 e, poi, in Lega Due. Il posto occupato in griglia è tutto sommato gratificante: quarta posizione e opportunità di disputare in casa le prime due partite dei quarti (domenica 28 e martedì 30 aprile) e così pure, nella eventualità, la “bella”. Al fine di raggiungere l’obiettivo – terza o quarta posizione in griglia, di meglio non si sarebbe potuto fare in ragione di un percorso esterno più di recente non irreprensibile con ben 5 sconfitte consecutive – la Zeus avrebbe dovuto vincere a Treviglio e, allora, sarebbe stato il top. Bobby Jones e compagni non ne sono stati capaci, nonostante abbiano avuto dalla loro l’inerzia del match disputato al cospetto della Remer per una trentina di minuti. E’ arrivata una sconfitta. Rieti non è stata artefice del proprio destino, però deve ringraziare Biella che, sul filo di lana, ha superato per un sol punto Casale Monferrato, regalando agli amaranto celeste il quarto posto in griglia. Rieti ha sciupato a Treviglio un vantaggio di ben 19 punti, maturato soltanto nel primo quarto, gettando nel secchio l’ennesimo successo esterno accarezzato, anelato, per lunghi tratti meritato e, poi, consegnato inopinatamente ad un avversario apparso tutt’altro che insuperabile. Peccato! Certamente questa sarà rammentata come “una stagione di successi” per la NPC e storica per l’accesso ai play off. Nulla toglie, però, che non possano non esservi recriminazioni per le tante, troppe occasioni gettate letteralmente nel wc in questa – per certi aspetti – disgraziata stagione in ragione degli infortuni che, a raffica, hanno bersagliato la squadra reatina. Perdere ci può e ci deve stare: anche quando sei avanti di 19. Taluni, sulla rete, palesando mancanza di ponderazione e gratuita protervia – virtù proprie ad un’età poco più che adolescenziale – non esitano a definire “scandaloso” l’aver patito una rimonta dal +19. Ma non è la prima volta che ciò accade né sarà l’ultima. Soltanto pochi giorni or sono i Golden State Warriors – che sono la squadra “campione del mondo”, non l’anonima Zeus NPC – hanno sofferto la rimonta del secolo, sul proprio campo, dai Los Angeles Clippers, perdendo gara-2 dei play off dopo aver condotto il match con ben 31 punti di margine. Quindi, perché stupirsi? Rieti ha testimoniato – ma Rossi, Martini e Cattani ne sono perfettamente consapevoli – che Antino Jackson non vale Ogo Adegboye e che il rendimento di questo rookie, soprattutto fuori casa, è inaffidabile, lontano anni luce dal pari ruolo di origine nigeriana. Diversamente non è dato capire la ragione per la quale Cassino se ne sarebbe privata. Antino, lunedì sera, in occasione della trasmissione Rietilife confidò, fuori dai microfoni, che il suo obiettivo professionale, come quello di tutti i cestisti statunitensi, è quello di calcare i parquet della NBA. Legittimo! Noi glielo auguriamo di vero cuore ma, al momento, l’impiego di Jackson in NBA sarebbe tutto da ponderare: con riferimento alle funzioni, s’intende, che egli sarebbe deputato a svolgere sul parquet ovvero nelle sue pertinenze! Caroti, che è ancora un prospetto (addirittura più giovane di Jackson), senza ambizioni di NBA, ma estremamente efficace, ci ha giocato al gatto col topo. Vildera ha patito il confronto col gigantesco Borra (216 cm!), ma dopo un avvio disastroso, è stato bravo, bravissimo a rientrare in partita disputando tutto sommato una buona gara. Rieti, come sempre accade, è sembrata Bobby-dipendente. Fin tanto che l’ex NBA ha trovato il canestro, tutto è andato a gonfie vele. Poi, lentamente, Jones si è spento, ben controllato dalla difesa avversaria e, con lui, si è spenta la NPC. La chiave di lettura di questa sconfitta può e deve essere ricercata proprio in quel +19 maturato nel primo quarto. Il coach amaranto celeste, come succede di prassi, non ha esitato a surrogare i titolari che stavano facendo davvero bene con le seconde linee. Tomasini e Toscano, finalmente recuperati alla miglior condizione, sono finiti in panchina, al pari di Bobby Jones. Treviglio, già di per se motivata alla rimonta, ha trovato sul proprio percorso un Casini ormai latitante (è inevitabile che gli anni comincino a farsi sentire), con Bonacini e Conti che non sono parsi esenti da gravi ambasce. Certo, questo è quel che passa il convento – ergo: la panchina! – così che la Remer ha avuto la strada spianata per la “remuntada”. Tuttavia, ci si chiede: è proprio impensabile che ragazzi di 25 anni o giù di lì (Tomasini, Toscano, lo stesso Antino) non siano in grado di giocare per 15 o 20 minuti consecutivi? E’ assolutamente necessario procedere a quei cambi che, da sempre, tra il primo ed il secondo quarto, caratterizzano l’incedere del team? Che cosa sarebbe accaduto se l’ingresso sul parquet delle seconde linee fosse stato procrastinato e, soprattutto, limitato nel tempo? La Zeus avrebbe portato a casa la vittoria? Nessuno avrà mai la prova del contrario. Resta fermo che Rieti si approssima ad affrontare i play off avverso Forlì con alcune certezze: il fattore campo dovrebbe essere di giovamento ad una squadra che, lontano dalle mura amiche, soffre oltre il lecito; la Zeus non può prescindere dal contributo di Antino che in casa sa il fatto suo e che, quindi, nelle prossime partite al cospetto di Forlì dovrebbe dare un fattivo contributo alla causa comune; parimenti, tuttavia, la NPC sa perfettamente che la sua panchina è l’anello debole di una stagione che ha regalato grosse soddisfazioni ma che, giusto in ragione di cambi non all’altezza, ha pregiudicato il conseguimento di risultati decisamente migliori rispetto a quelli, pur ottimi, che già sono stati archiviati. (Valerio Pasquetti)

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