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C’era una volta

La quarta foto di questa serie, che rappresenta il seguito della precedente uscita, ricorda la storia dell’aeroporto reatino.
Simile ad una P rovesciata, aveva una lunghezza massima di 1.200 m. e una larghezza che variava notevolmente, misurando nella sua massima larghezza oltre 500 m. per una superficie complessiva di circa 60 ettari.
L’immagine fu scattata nel il 27 marzo 1938, giorno dell’inaugurazione dell’aeroporto stesso, che entrò subito in funzione a pieno ritmo per l’attività che si svolgeva nella adiacente O.R.L.A. la quale, forte di convenzioni e accordi stipulati con altre industrie nazionali ed estere dello stesso settore, contribuirono a far crescere le attività dell’aeroporto e del complesso industriale stesso.
L’armistizio dell’8 settembre del 1943 se da una parte sortì la tanto sospirata cessazione delle attività belliche, d’altro canto causò l’inevitabile tracollo di tutte le attività aeroportuali che videro la loro definitiva cessazione con la dannosa e tragica ritirata dell’esercito tedesco. Ciò fu anche fu il prologo dei ripetuti ed incessanti bombardamenti dall’aviazione alleata eseguiti dal 19 novembre del 1943 al 20 aprile del 1944, i quali colpirono indistintamente aeroporto e stabilimento, causando gravi danni agli aeromobili ed alle strutture murarie, distruggendo completamente la sua superficie e rendendo il sedime aeroportuale un insieme infinito di profonde buche.
L’arrivo di Fulvio Zasa, maresciallo pilota dell’aviazione militare, rappresentò la rinascita dell’aeroporto che gradualmente riprese la sua attività rimasta interrotta per una decina d’anni.

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