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COMITATO DIRITTO SALUTE, “RIETI ANCORA NON RICONOSCIUTA ZONA DISAGIATA E TERREMOTATA. GRAVI LE RESPONSABILITA’ DELLA POLITICA”

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Oltre 3 anni fa il COMITATO DIRITTO SALUTE E POLITICHE SOCIALI, visti i Decreti Lorenzin sul riordino dei Servizi Sanitari e sugli standard ospedalieri, palesarono, a ragione, il grave rischio di una rapida successione di provvedimenti di depotenziamento dei già precari Servizi Sanitari reatini e dell’ormai unico ospedale provinciale effettivamente funzionante. Vogliamo appena ricordare:

· tagli al personale a tempo indeterminato, passato in questi ultimi anni da 1.900 unità professionali a poco più di 1.500, con circa 240 precari;
· accorpamento di reparti specialistici ospedalieri, come Nefrologia e Geriatria, nell’Area Medica;
· affidamento a privati dell’assistenza nell’Hospice “S. Francesco”;
· affidamento a privati del 90% della riabilitazione infantile;
· lettura di migliaia di Pap Test a Roma;
· l’ormai prossimo affidamento dell’attività laboratoristica del Servizio Trasfusionale del “De’ Lellis” a Roma;
· incertezza sulla sorte di alcuni Servizi essenziali, come l’anatomia patologica e il Punto Nascite;
· il mancato avvio del Registro Tumori;
· estrema incertezza dei medici a tempo determinato e personale interinale;
· obsolescenza delle apparecchiature, alcune in funzione da più di 20 anni;
· La chiusura dell’Ospedale Marini di Magliano
· il crollo dell’Ospedale di Amatrice a causa del terremoto;
· la grave ipoteca sulla tenuta antisismica dell’Ospedale di Rieti in caso di terremoto di magnitudo pari a quello di Amatrice;
· oltre il 50% della emigrazione sanitaria dei pazienti reatini presso altre ASL ed altre regioni;
· …..

Eppure, le condizioni per il riconoscimento della ASL di Rieti in Zona Disagiata /terremotata ci sono tutte e più volte sottolineate : alto rischio sismico, alto tasso di popolazione anziana con patologie cronico degenerative, altissimo tasso di disoccupazione e depressione economica, difficoltà di collegamenti viabilistici, assenza di strutture sanitarie private convenzionate alternative, ecc.

Tutti motivi contenuti nei DCA Ministeriali per i quali, non solo andava evitato qualsiasi “taglio”, ma rapidamente integrati i Servizi necessari mancanti e gli interventi di messa in sicurezza antisismica.

Ora ben vengano i ripensamenti dei sindacati, ma riteniamo che le responsabilità maggiori sulle decisioni siano da ricondurre alla Politica Regionale e Nazionale, che deve avere chiaro il quadro del progressivo, rapido depauperamento dei Servizi Sanitari reatini che, oltretutto, entrando in difficoltà operative ed abbandonati dagli stessi malati costretti a rivolgersi altrove, giustificherebbero, paradossalmente, la Regione a provvedimenti di ulteriori chiusure ed accorpamenti.

E’ bene allora, che i Sindaci di questa Provincia, di ogni colore politico, ed il Sindaco di Rieti in primis, al quale abbiamo chiesto un incontro urgente oltre un mese fa, così come promesso, facciano sentire la loro voce presso i rispettivi rappresentanti in Regione, perché la salute ed il funzionamento dei Servizi Sanitari sono la vera priorità della popolazione di questa Provincia

Per il COMITATO REATINO DIRITTO ALLA SALUTE e POLITICHE SOCIALI

Il Gruppo di Coordinamento

Leonardo Umena, Mauro Rizzetto, Renato Desideri, Andreina Ciogli, Antonio Ferraro.

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