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GIOSUE’ CALABRESE: “NON TOCCATE IL NOSTRO OSPEDALE”

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Negli incontri con i cittadini viene fuori spesso e con amarezza il tema dell’Ospedale di Rieti. Pertanto, vorrei precisare la mia posizione e quello che il mio programma prevede in merito. Ritengo che il Sindaco in carica non si sia opposto con efficacia alla politica dissennata della Regione nel settore della sanità (e del trasporto extraurbano).
Questo deve cambiare perché l’ospedale De Lellis e tutte le strutture sanitarie pubbliche della città debbono essere messe in grado di offrire servizi migliori, valorizzando le professionalità presenti. I malati reatini non possono migrare verso gli ospedali di Terni e della Capitale, come stanno facendo sempre più numerosi, per ovviare alle lunghissime attese. Oggi l’Ospedale di Rieti ha forti carenze di organico, di strumenti e di tecnologia.
Molti sono i medici e i primari frustrati e offesi dalla recente politica sanitaria della Regione. Infatti è forte il timore dei cittadini e dei medici di veder “crollare” l’offerta sanitaria di qualità dell’ospedale di Rieti, che sta perdendo progressivamente professionalità e servizi. Il Comune di Rieti dovrà essere protagonista nella difesa della sanità reatina con l’uso sistematico delle leve e dei poteri che gli vengono attribuiti dalla legislazione. In quest’ottica poco è stato fatto nel recente passato.
S’impone un cambio di passo, perseguendo sistematicamente l’ascolto dei bisogni della società e coordinando efficacemente le professionalità e le risorse del territorio che sono in grado di rappresentare il bisogno di sanità. In quest’ottica il Comune di Rieti, attraverso la conferenza dei sindaci, dovrà costantemente agire in maniera proattiva, sia allo scopo di monitorare e sensibilizzare il territorio, sia nel far valere il suo ruolo nei rapporti con la Regione. Sul tema specifico dell’Ospedale S. Camillo De Lellis, il programma ritiene irrinunciabili, i seguenti punti:
 
1)    Difesa e potenziamento dell’offerta terapeutica del presidio ospedaliero, in quanto unico ospedale “per acuti”  della provincia ed unico presidio in grado di fornire risposte qualificate al bisogno di salute della popolazione della città e della provincia. In tale ottica vanno difesi e messi in sicurezza tutti quei servizi descritti e previsti nell’atto aziendale, attualmente in sofferenza, e che stanno gradualmente perdendo efficacia per la cronica carenza di organico, derivante dai  pensionamenti e dalla precarietà di numerosi rapporti di lavoro.
 
2)    Rinnovamento tecnologico di apparecchiature, ormai vetuste, sia ospedaliere che dei presidi territoriali non rispondenti alle esigenze. Ciò è reso ancor più impellente dalla concorrenza delle province confinanti, non ingabbiate dai piani di rientro. Particolarmente urgente il tema delle tecnologie di sala operatoria, di quelle della diagnostica radiologica e dei laboratori.
 
3)    Razionalizzazione dell’offerta ospedaliera attraverso il perseguimento e la rimodulazione dell’offerta con riduzione dell’uso del ricovero ordinario e qualificazione continua dell’offerta assistenziale.
 
4)    Garanzia della piena presa in carico dell’assistito con l’implementazione dei percorsi diagnostico-terapeutici nelle diverse discipline. Ciò implica una maggiore offerta di differenti modalità assistenziali, come day hospital e prestazioni ambulatoriali complesse.
 
5)    Riduzione delle liste di attesa. Deve essere mirata soprattutto alle patologie ad alto rischio, non gravando su personale in turno ordinario, ma attraverso l’adozione di piani straordinari, che prevedano a tale scopo l’assunzione a tempo limitato di professionisti.
 
6)    Difesa della prossimità delle cure, soprattutto di quelle ad alto impatto sociale, come quelle oncologiche, neurologiche, cardiologiche, derivate da patologie d’organo. Tale difesa nel nostro territorio va perseguita, poiché è stata una conquista costata anni di battaglie.
 
7)    Potenziamento dei servizi sanitari territoriali (assistenza domiciliare, hospice territoriali, ecc.), in modo da offrire un’alternativa valida al ricovero ospedaliero.
 
8)    Forte investimento sulla prevenzione, sui programmi di screening, sui progetti in ambito scolastico e sulle comunità etniche, come elemento decisivo per garantire il benessere dei cittadini, ma anche per contenere i costi della sanità.
 
9)    Reale valorizzazione delle risorse messe a disposizione dal mondo del volontariato, particolarmente presente ed attivo nella nostra realtà, e costituzione di tavoli di lavoro comuni con la Direzione aziendale, sulle tematiche e sulle strategie da condividere.
 
17 maggio 2017
 
Giosuè Calabrese \ Lista “Rieti Merita”  
 

 

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