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GLI UOMINI DI ZEUS SUPERANO ANCHE BERGAMO ED ASCENDONO L’OLIMPO DELLA CLASSIFICA DEL GIRONE

RIETI – Bella da impazzire! La Rieti dei canestri gioisce e gongola per la sua creatura, una Zeus NPC inarrestabile che, dopo aver inopinatamente tirato lo sgambetto alla prima della classe – la Virtus Roma – ha costretto alla resa pure la seconda e superba Bergamo. Quella giocata domenica sera al PalaSojourner è stata una gara intensa e vibrante, forse non bellissima tecnicamente, come ha asserito con evidente sbilanciamento di parte il coach orobico, Sandro Dell’Agnello, però da gustare e da godere, tutta d’un fiato, dal primo fino all’ultimo respiro. E già perché, quando mancavano 3 secondi e spiccioli al “gong” della sirena, Bergamo – sotto di 4 – aveva ancora la possibilità, sia pure del tutto teorica, d’impattare la contesa. Lo strabiliante Roderick ed i suoi compagni hanno tentato vanamente, però sono stati respinti da una NPC più forte di tutto e di tutti. Quel che più impressiona, in questo ennesimo trionfo della coriacea compagine sabina, è la capacità della squadra di fare gruppo così da attutire con efficienza ed efficacia le assenze che, di volta in volta, seguitano (ahinoi!) a presentarsi dall’abbrivio del campionato. Alla vigilia della contesa che avrebbe contrapposto Rieti a Bergamo sperava, l’ottimo Alessandro Rossi, che tutti i suoi uomini, per una volta almeno e come praticamente mai è accaduto dall’inizio del torneo, sarebbero stati della partita. “Invece domenica mattina abbiamo appreso che il dolore alla schiena di Toscano si era nuovamente aggravato – spiega il coach reatino – ce ne siamo fatti una ragione, cercando le soluzioni idonee per surrogare l’ennesima dipartita”. Toscano, questo era ovvio, sembrava l’uomo fatto apposta per contrastare superman-Roderick. Lo straniero di Philadelphia fu visto al PalaSojourner alla prima stagione della NPC in seria A2 allorché, vestendo la canotta di Agropoli, seppe regalare, unitamente a Trasolini (altro atleta eccelso) e Tavernari una stagione da solluchero ai cilentani. Si sapeva che proprio Roderick sarebbe stato lo spauracchio, il bau-bau della serata. Tanto è accaduto. Lo statunitense, ben supportato da un Taylor parimenti competitivo ed efficace, specialmente in fase offensiva, ha illuminato il parquet del PalaSojourner come non accadeva da tempo, con lampi di classe purissima. Roderick ha sciorinato una prestazione eccelsa, come sempre è solito fare. Tuttavia egli ha incontrato sulla sua strada un avversario davvero ostico come, forse, mai avrebbe creduto. Alberto Conti è stato bravissimo a contrastarne gli estri. Roderick ha persino tentato di irretire il giovane rivale, suggestionando pure la direzione arbitrale che, in più circostanze, non è parsa esente da una sorta di condizionamento psicologico nei confronti del “grande” giocatore statunitense. Conti non si è lasciato intimidire ed ha seguitato a recitare più che diligentemente il copione, senza limitarsi ad una sapiente opera di contenimento, ma realizzando pure 9 punti. La partita è scivolata via sulle ali della commozione che, ineludibilmente, ha avvinto tutti i presenti nel momento in cui, poco prima che prendesse il via l’agone, una rappresentanza dei Vigili del Fuoco si è schierata in linea, al fianco delle squadre, per commemorare Colasanti, il collega morto eroicamente nella tragedia del distributore della via Salaria. “E’ stata un’emozione forte – ha detto a fine gara il coach reatino, Alessandro Rossi – che tutti noi abbiamo molto “sentito” e vissuto sulla pelle”. Bergamo, ove ve ne fosse la necessità, ha chiarito per quale ragione è costantemente nelle zone alte della classifica. Una squadra compatta e solida, molto dura, difensivamente presente, con due stranieri di valore e, soprattutto, quel Roderick che farebbe la gioia di qualsiasi allenatore. L’americano di Philadelphia ha deliziato la platea smazzando assist in quantità industriale (i soli 5, risultati dalle statistiche ufficiali, paiono risibili al cospetto di quanto egli ha realmente palesato sul parquet del palaSojourner), ma ha dovuto proprio malgrado arrendersi, unitamente ai suoi compagni, ad una Zeus NPC speculare. Non è ben chiaro come un cestita del calibro di Bobby Jones possa essere stato snobbato dalle 30 e più squadre che militano in serie A2. Jones, com’è accaduto nei lustri passati a molti suoi connazionali che lo hanno preceduto nella Sabina – “terra promessa della palla a spicchi” -, di sicuro ha tratto linfa vitale da una realtà che lo ha accolto con amore e che lo coccola per quel che vale (moltissimo), essendo un cestista di pregio assoluto, integro, idoneo a fare squadra come pochi. Ogni qual volta Ale Rossi lo toglie dal campo per consentirgli di tirare il fiato, non è casuale che la Zeus vada in affanno. La presenza di Bobby, sul parquet, è garanzia piena per i compagni: tanto in difesa, laddove Jones raddoppia ogni avversario, quanto in attacco per le abilità indiscusse di fare canestro da ogni posizione o di smarcare a dovere e creare spazio per Tomasini e tutti gli altri. Dell’Agnello, da vecchio marpione del parquet (“ho giocato anche qui, su questo campo, una gara di serie A che fu disputata a Rieti come campo neutro”, ha rammentato nel dopo gara il coach che in gioventù fu tricolore con Caserta), ha ben compreso che, per giocarsi appieno le chance di vittoria, Bergamo doveva tentare di “limitare” Bobby Jones: con le buone o con le cattive. La difesa orobica ci ha provato in ogni modo. Jones è stato raddoppiato e randellato a dovere sperando, magari, di innervosirlo o di stimolarne un fallo di reazione. Bobby – novello Willie Sojourner della Rieti dei canestri – non è caduto nella trappola e, piuttosto, è stato artefice dell’ennesima prestazione da incorniciare. Adesso la Zeus vola nell’Olimpo della classifica di un girone comunque equilibrato, a dispetto della presunta superiorità di una Virtus Roma che seguita ad incorrere in passi falsi perigliosi. “Credo che ci giocheremo l’accesso alle finali della Coppa Italia di Lega in occasione dei prossimi confronti diretti con Eurobasket e Agrigento – sentenzia un Ale Rossi stupefacente che, al cospetto degli orobici e di Dell’Agnello, non ha sbagliato neanche una mossa – tuttavia questa squadra deve conservare la sua filosofia che è fondata sull’applicazione costante, sul sacrificio e sull’umiltà abbinata a una feroce determinazione. Soltanto in questo modo potremo seguitare ad ottenere buoni risultati”. Sabato la Zeus sarà a Ferentino, per contrastare proprio l’Eurobasket, con la serenità d’animo di chi sa che nella circostanza non ha assolutamente nulla ha da perdere. (Valerio Pasquetti)

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