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La Fiom a Federmeccanica: “un’intesa per il lavoro e la democrazia”

La proposta decisa dal Comitato Centrale della Fiom di definire un accordo unitario, della durata di un anno, per il lavoro e per un’industria di qualità ambientalmente sostenibile, in alternativa alla pratica degli accordi separati, ha prodotto un incontro con Federmeccanica sullo stato dei rapporti sindacali nella nostra categoria che si è svolto nella giornata del 1° ottobre 2012.
Nell’incontro la Fiom ha riproposto il problema prioritario dell’applicazione, anche nella nostra categoria, dell’accordo del 28 giugno 2011 su democrazia, rappresentanza e rappresentatività e ha ribadito che la trattativa separata in corso con Fim e Uilm si svolge in aperta violazione delle regole in esso definite; inoltre la gravissima crisi che colpisce i lavoratori e le aziende metalmeccaniche ha la necessità di risposte e non può essere affrontata e aggravata proseguendo con la pratica degli accordi separati.
La Fiom, conseguentemente al mandato ricevuto dal Comitato Centrale, ha quindi proposto a Federmeccanica i contenuti di un possibile accordo unitario:

  • un aumento salariale defiscalizzato per tutte le lavoratrici e i lavoratori,
  • una politica degli orari finalizzata a favorire accordi per il mantenimento e lo sviluppo dell’occupazione, a partire dai contratti di solidarietà, e sostenuta da una richiesta congiunta al Governo perché riconosca, a fronte di tali accordi, sia ai lavoratori che alle imprese la riduzione del cuneo e del carico fiscale;
  • un impegno comune a definire linee di politica industriale da sottoporre ad un confronto con il Governo.

A Federmeccanica è stato anche detto che vogliamo utilizzare questo accordo per applicare le regole della certificazione e della misurazione della rappresentanza previste dall’accordo del 28 giugno.
Infine la Fiom ha riproposto un incontro tra le parti istitutive del fondo pensione Cometa (Fim-Fiom-Uilm-Federmeccanica) per discutere, anche coinvolgendo il Governo, forme possibili di utilizzo delle risorse che, oltre a favorirne il rendimento pensionistico, siano finalizzate a innovazione e processi di investimento.
Federmeccanica, mentre ha condiviso la nostra analisi sulla gravissima situazione di crisi e ha riconosciuto l’anomalia di quelli che lei stessa ha definito “i disaccordi separati” presenti nei metalmeccanici, ha anche dichiarato, a questo proposito, che le regole su democrazia e rappresentanza si discutono e definiscono al tavolo confederale e non in categoria.
Inoltre Federmeccanica ha ribadito la legittimità della trattativa in corso con Fim e Uilm sul CCNL e ha chiesto alla Fiom di riconoscere il contratto separato del 2009, lamentandosi dei troppi contenziosi giuridici promossi dalla Fiom.
Pur registrando la distanza delle posizioni non si è considerato chiuso il confronto e sono stati fissati due impegni: un incontro tra Fiom e Federmeccanica per proseguire l’approfondimento sui temi emersi il 1° ottobre, un impegno di Federmeccanica a convocare le parti istitutive di Cometa.

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