Cronaca

L’IMMONDIZIA INVADE I NOSTRI FIUMI INGROSSATI DALLE GRANDI PIOGGE

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Di: Valerio Pasquetti

Dopo la tremenda siccità del 2017, le grandi piogge invernali e primaverili hanno incredibilmente innalzato il livello di tutti gli invasi della provincia, soprattutto quelli dei laghi Salto e Turano. Ormai da alcune settimane sono state aperte le paratie delle omonime dighe per consentire il deflusso straordinario delle acque che hanno portato i laghi Salto e Turano quasi ad esondare dal proprio ed originario alveo. Ciò ha comportato un inusuale ingrossamento dei fiumi che provengono da quegli invasi artificiali e che, prima di gettarsi nel Velino, attraversano parte della Piana Reatina. Così il Salto ed il Turano, abitualmente due fiumiciattoli, si sono incipientemente trasformati in corsi d’acqua imponenti e minacciosi, dalle acque torbide e limacciose. La piena, tuttavia, ha evidenziato lo stato di allarmante inquinamento che colpisce questi corsi d’acqua. La plastica, in special modo, campeggia lungo gli argini, arrampicandosi persino sui rami di quegli alberi che, abitualmente non toccati dalle acque, oggi sono avvinti dalla piena. Uno spettacolo penoso e pietoso, che la dice lunga sullo stato d’inciviltà di chi – tanti, troppi- riversa in questi come in altri corsi d’acqua rifiuti a go-go quasi che un fiume fosse una pattumiera. Purtroppo in prossimità del ponte in legno che consente l’attraversamento del fiume Turano, realizzato lungo la ciclovia della Piana Reatina e che divide via Velinia da via Votone, si è creata una orrenda isola di “monnezza”. E’ qualche metro quadro di rifiuti arenatosi tra alcuni rami che emergono dalle acque: è soprattutto plastica, ma nulla manca, neanche una bombola di gas arrugginita che fa bella mostra di se, deturpando le splendide acque del Turano come il suo bucolico ambiente.

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