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UNA NPC CAOTICA E CON POCO TALENTO STECCA LA “PRIMA” CONTRO BIELLA

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Di: Valerio Pasquetti

La Rieti dei canestri stecca l’esordio casalingo al cospetto di Biella. I piemontesi vincono e si portano a casa 2 punti. La Npc si lecca le ferite e riflette sui propri errori, ma anche sui vizi che hanno caratterizzato l’allestimento di questa formazione. Sulla gara degli amarantoceleste, infatti, pesa come un macigno la prova di Bobby Jones. Il colored, giunto in Italia soltanto giovedi scorso, e’ proprio malgrado artefice di una prova imbarazzante. Jones appare subito lento, imballato, legnoso. La sua prestazione e’ lontana anni luce da cio’ che ci si attendeva da lui. Si sapeva che l’ex Nba era a corto di fiato e di ritmo partita. “Scopriremo il suo attuale stato di forma tra poco, osservandolo allenarsi”, disse venerdi scorso Alessandro Rossi, in occasione della conferenza stampa di presentazione del match, ma anche del giocatore che era da poco giunto dagli Stati Uniti. Ebbene, la realta’ e’ andata oltre ogni piu’ pessimistica previsione. Jones dovra’ lavorare sodo per raggiungere una condizione ottimale, con l’auspicio che cio’ accada quanto prima, ma nella consapevolezza che ci vorra’ del tempo. “10 giorni”, dice il coach della Zeus. O forse di piu’. In casa amarantoceleste ci si consola asserendo che “in fondo era soltanto la prima partita” e che “ci sara’ tempo per recuperare”. La verita’, dolorosa, e’ che, prescindendo dal prosieguo della stagione, Rieti ha clamorosamente toppato (per il secondo anno consecutivo) uno dei due americani e questo, in una squadra povera di talento, ha subito prodotto l’inciampo casalingo all’esordio. La squadra e’ stata rattoppata a pochi giorni dalla prima di campionato. Bobby Jones o chi per lui – atleti di valore per il costo d’ingaggio disponibile dalla Zeus non mancavano – doveva essere scelto in estate. Giungendo a Rieti subito dopo la meta’ di Agosto, come il resto dei giocatori, Jones o un altro Usa di quel calibro, sarebbe arrivato in ben altre condizioni alla gara di esordio di un campionato che poteva cominciare benissimo e che, invece, è partito con handicap. La scelta di Williams, dapprima fortemente voluto e, poi, scaricato per palese inadeguatezza, ha già prodotto il danno di una sconfitta all’esordio, per giunta tra le mura amiche. Altresì, stante la sofferenza di Bobby Jones che e’ parso un pesce fuor d’acqua, non e’ stato produttivo seguitare a tenere in campo un giocatore che ha fatto prevalentemente danni e non altro. Rieti, poi, e’ sembrata una squadra senza un capo e senza una coda. Frazier ha fatto tutto: nel bene come nel male. Ma e’ stato supportato poco e sconvenientemente dai compagni. Specialmente nei secondi 20 minuti si e’ visto tanto caos; azioni avventate; tiri casuali e occasionali; palle gettate al vento; e, poi, come era già accaduto in occasione delle amichevoli estive, impacci evidenti al tiro, esibendo percentuali (da tre, soprattutto) con le quali davvero e’ arduo sperare di poter vincere. In tale contesto la zona di Carrea è stata il top ed ha impedito alla Zeus NPC come ai reatini di brindare al primo successo stagionale. Biella ha vinto segnando, in fondo, soltanto 67 punti. Rieti, però, ha fatto di peggio, peraltro in casa propria. I 57 punti totalizzati la dicono lunga sulla pochezza delle soluzioni offensive amaranto celesti. La squadra di Rossi ha disputato soltanto un quarto all’altezza della situazione, il primo: i 24 punti refertati sono stati corroboranti, frutto pressoché esclusivo della trance agonistica di JJ Frazier che ne ha messi 15 in 10 minuti. Poi, però, è stato il buio. La Zeus ha realizzato la miseria di 18 punti nella seconda parte di gara, che arrivano a complessivi 33 con il secondo quarto. Davvero poco, troppo poco per pensare di spuntarla. La percentuale al tiro pesante è stata perniciosa: 5/24 che fa il 21%. Ma non poteva essere diversamente ove si consideri che larga parte dei tiri sono stati presi in maniera occasionale, senza una costruzione del gioco, senza un blocco a facilitare il compito quanto meno di Casini, apparso il solo in grado di poter colpire dalla distanza. Tomasini e Toscano si sono ben comportati nei primi 20 minuti per poi naufragare insieme al resto della NCP nei secondi 20. I due ex Legnano, seppur volenterosi e pugnaci, hanno testimoniato una volta di più di essere due giocatori di categoria, ma di avere impacci a recitare il ruolo di primi attori ai quali in carriera non stati avvezzi. In questo contesto anche un totem quale Angelo Gigli è parso l’ombra del bel giocatore ammirato lo scorso anno. Gigli è sembrato lento, impacciato, ingolfato, soprattutto in evidente disagio a reggere i ritmi folli imposti dal razzente JJ Frazier. “Siamo soltanto alla prima giornata e ci sarà tempo per recuperare”, in casa Zeus NPC ci si seguita a consolare con questa filosofia che di certo ha un suo fondamento perché con l’incedere del torneo, la squadra non potrà che migliorare. Tuttavia quanto costeranno, in termini di punti, gli errori evidenti commessi in fase di allestimento della formazione? Quando, la NPC, sarà realmente in grado di esprimere il proprio potenziale? Una squadra che ambisce ai play off e che è ormai al suo quarto anno consecutivo in questa lega, non può permettersi il lusso di perdere tempo e terreno prezioso, inciampando in errori ed ostacoli non più perdonabili. Ne va del buon nome della compagine, di tutti quanti vi hanno investito tempo e, soprattutto, denaro, non ultimi quei 2000 tifosi presenti sugli spalti che se ne sono tornati a casa delusi, senza peraltro risparmiare qualche fischio ai propri, nuovi beniamini. La prossima partita a Siena, contro un avversario tra i più competitivi e più quotati, sarà ancora un banco di prova importante e dirà di più sulle reali potenzialità di una Zeus NPC che, all’esordio, ha deluso le aspettative dei propri sostenitori.

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