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2 GIUGNO 1946 -2020 FESTA DELLA REPUBBLICA

Dedicata quest’anno alle Madri Costituenti tra le quali la reatina Elettra Pollastrini

Sono passati 74 anni dal 2 e 3 giugno dell’anno1946, quando gli italiani si 
recarono al voto non solo per eleggere l’Assemblea Costituente, ma anche per 
scegliere il sistema costituzionale tra monarchia e repubblica. Ma quei 
giorni ebbero anche un terzo significato storico e sociale senza precedenti. 
Finalmente votavano anche le donne quell’anno, prima alle amministrative, 
poi alle politiche e al referendum costituzionale. Finalmente anche l’Italia 
aveva il suffragio universale, già in vigore da tempo in diversi paesi 
europei. Una grande rivoluzione che certamente contribuì alla scelta 
costituzionale repubblicana, la quale s’impose per due milioni circa di voti 
di scarto. A favore della Repubblica i voti furono 12.717.923. A favore 
della Monarchia i voti risultarono essere 10.719.284 e i voti nulli e le 
schede bianche oltre 2 milioni e mezzo. 28 milioni gli aventi diritto la 
voto, dei quali però circa 3 milioni non si presentarono ai seggi. Il numero 
delle elettrici superava quello degli elettori. Ma il significato più 
importante della Festa del 2 giugno quest’anno è la decisione delle 
associazioni dei partigiani ANPI e ANPC di dedicare questa giornata non solo 
alle donne che votarono, ma anche a quelle famose 21 che furono elette 
all’Assemblea Costituente. E’ doveroso, anche se tardivo, ricordare le 
“madri costituenti”, che hanno lasciato un’impronta fondamentale nella 
nostra Costituzione, con i contenuti della pari dignità, del diritto al 
lavoro, dell’istruzione e della famiglia.  Erano 21 e appartenevano a 
partiti politici diversi: nove erano comuniste (Adele Bei, Nadia Gallico 
Spano, Nilde Iotti, Teresa Mattei, Angiola Minella, Rita Montagnana, Teresa 
Noce, Elettra Pollastrini di Rieti, Maria Maddalena Rossi); nove 
democratiche cristiane (Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Filomena Delli 
Castelli, Maria De Unterrichter Jervolino, Maria Federici, Angela Gotelli, 
Angela Guidi Cingolani, Maria Nicotra, Vittoria Titomanlio); due socialiste 
(Angelina Merlin e Bianca Bianchi) e una della lista “Uomo Qualunque” 
(Ottavia Penna Buscemi).  Elettra Pollastrini, raccontano all’ANPI reatina, 
era nata a Rieti il 15 luglio 1908 e deceduta nella stessa città il 2 
febbraio 1990. Era stata un’operaia e poi una parlamentare comunista. La sua 
famiglia di antifascisti nel 1934 fu costretta a emigrare in Francia per 
sottrarsi alle persecuzioni del regime. Trovato un lavoro la giovane, che 
aveva aderito al Partito comunista, fece l’operaia alla Renault e 
nell’azienda francese fu alla testa delle lotte di quei lavoratori. 
Incaricata della redazione di Noi Donne, allo scoppio della guerra civile 
nella penisola iberica si trasferì in Spagna. Al rientro in Francia fu 
arrestata e rinchiusa nel campo di Rieucross. Riuscita a rientrare in 
Italia, nel 1941 la Pollastrini tornò a Rieti dove riprese l’attività 
antifascista clandestina e, dopo l’annuncio dell’armistizio, entrò nella 
Resistenza romana. Arrestata dai tedeschi e tradotta in Germania trascorse 
venti mesi nel carcere di Aichach. Dopo la Liberazione, tornata in Italia, 
fu una delle nove donne comuniste entrate a far parte della Consulta 
Nazionale e, nel 1948, fu poi eletta deputata del PCI alla Camera, dove 
restò per due legislature. Nel 1958 si trasferì in Ungheria dove, per 5 
anni, lavorò a Radio Budapest. Alla memoria di Elettra Pollastrini è stata 
intitolata una strada della città di Rieti. 

 

di: Giuseppe Manzo

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