27 RAIDERS CONTROLLATI DAI CARABINIERI, QUASI TUTTI REGOLARI: TRE AL VAGLIO DEL NIL

Mar 26, 2023 | Cronaca | 0 commenti

SERVIZIO STRAORDINARIO DI CONTROLLO SUL TERRITORIO NAZIONALE SU NUOVE
FORME DI SFRUTTAMENTO LAVORATIVO NEL SETTORE DELLA GIG ECONOMY
CONTRASTO AL CAPORALATO DIGITALE: SCOPERTE DAI CARABINIERI 92 CESSIONI ILLECITE DI
ACCOUNT

+++

Per la provincia di Rieti sono stati controllati 27 raider: la maggior parte delle posizioni lavorative sono risultate, dagli accertamenti fino ad ora esperiti regolari;

3 di esse sono, invece, al vaglio del NIL di Rieti  +++

Ieri sera, a partire dalle ore 18.00, i militari del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro (101 Nuclei
Ispettorato del Lavoro e 5 Nuclei Operativi) unitamente a tutti i Comandi Provinciali Carabinieri dell’Arma
territoriale e con il concorso di diverse polizie locali, hanno effettuato un controllo straordinario in tutti i
capoluoghi di provincia e nei principali centri abitati della penisola finalizzato ad individuare forme di
sfruttamento lavorativo realizzate attraverso la cessione delle credenziali di accesso alle piattaforme di food
delivery per l’esercizio dell’attività di ciclo fattorino (più comunemente conosciuti come “rider”).
L’attività rappresenta l’evoluzione delle verifiche avviate a cura del Nucleo Carabinieri Ispettorato del
Lavoro di Milano unitamente alla Polizia Locale del capoluogo nel settembre del 2019, a seguito del
coinvolgimento di alcuni ciclofattorini in incidenti stradali nella città di Milano anche mortali, e svolte in
coordinamento con la Procura della Repubblica di Milano – VI dipartimento Salute, Ambiente e Lavoro,
finalizzate all’esecuzione di controlli a campione su strada dei c.d. rider al fine di acquisire informazioni
sull’orario di lavoro, modalità di retribuzione, mezzi utilizzati, condizioni d’igiene e sicurezza ed altro,
stante la mancanza di qualsivoglia tutela applicata agli stessi e alla non riconosciuta riconducibilità
dell’incidente ad “infortunio sul lavoro”.
All’esito di complesse attività di valutazione e di riscontro con le stesse piattaforme sui coefficienti di rischio
in ambito urbano in relazione alle attività prestate dai ciclofattorini venivano impartite idonee prescrizioni1
al fine di poter estendere le garanzie da lavoro dipendente alla categoria di lavoratori riconosciuta di fatto
eterodiretta di tipo parasubordinato. Tale attività permetteva di applicare la vigilanza sanitaria secondo i
dettami del T.U. 81/08 ad oltre 60.000 Rider oggetto di accertamento. L’adempimento totale delle
prescrizioni da parte delle citate piattaforme comportava l’archiviazione del procedimento penale nel marzo
2022.
Nel corso dei controlli eseguiti a Milano tra il luglio e l’ottobre 2022 finalizzati a verificare l’effettivo e
perdurante rispetto da parte delle piattaforme degli obblighi a loro imposti dal d.lgs. n. 81/2008 è emersa
l’esistenza di nuove forme di “caporalato digitale” attraverso l’illecita cessione di account. Fino alla metà
del 2019 la cessione di account era un fenomeno “fisiologico” dovuto alla volontaria e provvisoria messa a
disposizione di terzi delle credenziali di login da parte del rider che, non volendo essere sloggato o
penalizzato nel ranking2
, non potendo svolgere personalmente la prestazione per periodi più o meno
lunghi (a causa di infortuni, malattia, rientro in patria per gli stranieri ecc..) “prestava” volontariamente il
proprio account senza pretendere alcun beneficio economico ma per il solo fine di mantenere in essere il
rapporto con la/le piattaforma/e.
Con l’avvento del periodo pandemico, la prolungata chiusura degli esercizi commerciali e le restrizioni
adottate per limitare la capacità di movimento delle persone al fine di contenere la diffusione del Covid19, si è registrata una crescita esponenziale da parte della popolazione dell’utilizzo dei servizi di delivery
tramite applicazioni telematiche dedicate, trasformando di fatto i rider in lavoratori essenziali in circuito
lavorativo 24/7. Le piattaforme di App Delivery hanno quindi proceduto a reclutare telematicamente un
numero considerevole di nuovi rider.
In questo nuovo ed atipico scenario lavorativo, il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Milano
accertava l’esistenza e lo sviluppo di numerosi episodi di cessioni di account con l’intermediazione di manodopera tra il proprietario dei dati di account e l’effettivo prestatore di manodopera. Gli account
sarebbero registrati sulle piattaforme anche (e spesso) tramite l’utilizzo di documenti falsi e,
successivamente ad avvenuto accreditamento, ceduti al rider che materialmente effettua la prestazione
previa trattenuta di una quota percentuale del guadagno giornaliero da parte del caporale. In sintesi, si
verifica che gli account registrati e accreditati sulle piattaforme delle citate società di Food Delivery3
,
verosimilmente gestiti dal c.d. caporale, vengano ceduti ad altra persona (rider) che materialmente eseguirà
la prestazione lavorativa della consegna previa trattenuta di una quota percentuale4 del guadagno
giornaliero operata dallo stesso titolare dell’account, con conseguenti ingenti profitti per quest’ultimo.
Numerose problematiche sono poi connesse ai veicoli utilizzati per il trasporto qualora gli stessi non siano
conformi alla normativa di riferimento o non abbiano le caratteristiche per l’espletamento del servizio in
argomento (problematiche legate, ad esempio, alla mancanza di assicurazione, casco, targa ecc). Si pensi, ad
esempio, all’utilizzo di un velocipede a pedalata assistita difforme5
.
L’operazione di controllo nasce proprio dall’esperienza maturata nelle attività svolte nel capoluogo
meneghino ove sono in corso accertamenti delegati dalla Procura della Repubblica di Milano ed è stata
estesa all’intero territorio nazionale dal Comando Carabinieri Tutela Lavoro nell’ambito dei propri poteri
ispettivi, al fine di contrastare in altre realtà il fenomeno dello sfruttamento lavorativo attraverso le cessioni
di account nonché per assicurare il rispetto della normativa prevenzionistica relativa alla sicurezza sui
luoghi di lavoro -anche alla luce delle prescrizioni già impartite- nonché nell’ambito di realtà societarie fino
ad ora non interessate dalle procedure di accertamento soprariportate.
Nel corso dei controlli, i Carabinieri hanno proceduto a:
– Individuare su “strada” e in particolare in ben 225 Hot Spot preventivamente censiti in tutto il paese (luoghi
ove i rider si ritrovano in attesa di ricevere gli ordini) N. 1609 ciclofattorini;
– verificare la presenza del fenomeno della cessione di account trasversalmente sull’intero territorio
nazionale, concentrato soprattutto nel centro-nord Italia con le dinamiche già evidenziatesi a Milano, in
quanto su 823 lavoratori stranieri controllati, 92 di questi sono risultati in cessione di account per una
percentuale pari all’11,2%;
– accertare n. 23 prestazioni lavorative fornite da persone irregolari rispetto alle norme di soggiorno sul
territorio nazionale;
– avviare le verifiche su oltre 1500 rider circa l’effettivo assoggettamento dei lavoratori a tutti gli obblighi
in materia di sicurezza ed igiene ai sensi delle norme prevenzionistiche in materia;
– controllare anche un minore che lavorava in cessione di account che è stato riaffidato al proprio genitore.
Anche sulla base della proficua esperienza di collaborazione con la Polizia Locale di Milano maturata nel
particolare settore, con il concorso di diverse Polizie Locali di grandi città tra le quali Torino, Genova,
Bologna, Firenze, Bari, Palermo e Catania, si è inoltre proceduto al sequestro/fermo amministrativo di N.
22 mezzi non idonei alla circolazione stradale in quanto non conformi alla normativa di settore e pericolosi
per la salute e l’integrità fisica del Rider o di utenti della strada (in molti casi i velocipedi sono stati modificati
in maniera artigianale con applicazione di batterie elettriche posticce al fine di aumentarne sensibilmente le
prestazioni).
In relazione alle riscontrate 92 cessioni di account, all’esito delle verifiche, saranno interessate le 36 Procure
della Repubblica competenti per l’ipotesi di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (Caporalato).
Al termine delle attività, con la fattiva collaborazione delle maggiori società di food delivery interessate, gli
account in cessione o a qualsiasi titolo utilizzati fraudolentemente sono stati di fatto eliminati al fine di
impedire la prosecuzione delle condotte illecite. Inoltre, le stesse società hanno recentemente implementato
i controlli interrompendo il rapporto lavorativo nel caso emergano situazioni di irregolarità.
Nell’operazione sono stati impiegati complessivamente N. 845 Carabinieri di cui N. 465 del Comando
Carabinieri per la Tutela del Lavoro, N. 380 militari dell’Arma territoriale e N. 137 agenti delle Polizie Locali. Gli elementi raccolti, particolarmente significativi, potranno essere utili allo sviluppo di attività
investigative di contrasto sull’intero territorio nazionale allo sfruttamento lavorativo dei rider e a
garantirne le migliori condizioni operative e di sicurezza sul lavoro.

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