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LA NPC CELEBRA LA STORICA CONQUISTA DEI PLAY OFF

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RIETI – Vittoria doveva essere e vittoria è stata. La Zeus, superando una Leonis pasticciona e confusionaria, si garantisce la matematica partecipazione ai play off. I capitolini di Luciano Nunzi, per contro, ripongono nel cassetto ogni speranza di post season. Il canovaccio della partita tra NPC ed Eurobasket conferma che gli amaranto celeste, dopo aver sostituito Gigli con Vildera nonché Adegboye con Jackson, sono una compagine nuova e diversa rispetto a quella vista per due terzi di campionato. Nella circostanza Rieti ritrova il miglior Toscano e, finalmente, un Tomasini (appena) sufficiente. L’adeguata applicazione di Vildera ed una prestazione in linea con le aspettative di Jackson sono sufficienti per conseguire il successo. Che arriva nonostante una performance da stigmatizzare di Bobby Jones. Il forte colored di Alessandro Rossi sciorina una tra le peggiori prestazioni della sua stagione in maglia Zeus. Gli arbitri, come sovente accade, non lo aiutano e, anzi, la negligenza della terna arbitrale è fondamentale per rovinare – da subito – una partita che poteva essere gradevole e che, viceversa, sarà ricordata per i tanti errori commessi, i troppi falli sanzionati (sovente in forma gratuita), le penalità tecniche comminate ad ogni batter di ciglio. Le giacchette grigie vogliono e sono capaci di ergersi protagonisti della contesa, interpretando nel peggiore dei modi la deontologia professionale secondo la quale “il bravo arbitro è colui che conduce il match con piglio ed autorità, ma senza mai eccedere in personalismi”. Bobby, tuttavia, ci mette molto del suo perché un giocatore della sua classe e della sua esperienza non può cadere nei tranelli che, di volta in volta, allenatori e giocatori avversari gli tendono con malizia. Il fine è quello di irretirlo, di provocarne la reazione: agonistica o nervosa che sia, ma sempre scomposta e fuori luogo. L’ex NBA finisce nella trappola come il pesce più ingenuo, uscendone con le…lische – pardon: le ossa – rotte! Già dopo 6 minuti di gara, Bobby Jones ha 3 falli e si accomoda in panchina. La sua partita, di fatto, termina qui. Jones tornerà a calcare il parquet nella seconda parte del match, sciorinando una prestazione che è lontana anni luce dalle sue migliori performance in maglia amaranto celeste e che ne hanno fatto, a ragione, un idolo della tifoseria della Rieti dei canestri. Quanto incida, sul nervosismo gratuito dell’ex NBA e sulle sue più recenti, deficitarie uscite, il nuovo assetto della Zeus è arduo valutarlo. Certamente l’estromissione di Ogo e di Gigli hanno privato la NPC di due giocatori carismatici e di rilevante peso specifico, gravando Bobby Jones di maggiori responsabilità ed accentrando le attenzioni delle difese avversarie in gran parte su di lui. Vildera recita il suo onesto ruolo e fa una figura dignitosa: i 12 punti segnati ed i 9 rimbalzi catturati dovrebbero dirla lunga al riguardo. Viceversa la valutazione globale che è soltanto di: 4, illustra più e meglio di ogni considerazione una prova tignosa e volenterosa, ma non esente da pecche: soltanto 6/13 da due; 0/3 ai liberi; addirittura 4 stoppate subite; 5 falli commessi ed una palla persa. Vildera può e deve crescere ma, si ribadisce, al momento egli in serie A2 è un ottimo cambio del primo lungo e non da starting five. Piuttosto Antino Jackson dà buoni segnali dopo il naufragio suo e della NPC patito a Bergamo. Il sostituto di Adegboye ne mette 17, ha buone percentuali, cattura anche 5 rimbalzi e, specialmente, serve 6 assist che non sono poca cosa. Il successo ai danni della Leonis non sarà ricordato unicamente per il meritorio accesso ai play off della NPC – storico risultato che la società del presidente Cattani raggiunge per la prima volta – ma anche in ragione del ritorno a Rieti di Luciano Nunzi seppur nelle vesti di avversario. L’ex Special One della Sabina riceve molti encomi, tanti applausi ed anche qualche fischio di disapprovazione da parte di pochi. Piuttosto non si dimentichi che Nunzi sarà ricordato come il quinto allenatore, in ordine di tempo, ad aver conquistato una promozione in serie A con una squadra di Rieti nell’arco di quasi mezzo secolo. Luciano Nunzi va a far compagnia a personaggi del calibro di: Gianfranco Dado Lombardi che nel 1973 guidò la Brina nella massima serie (A unica); Elio Pentassuglia, artefice del salto in A1 nel 1977; Maurizio Lasi bravo a meritare la Lega Due nel 2004; Lino Lardo ancora in A1 nel 2007 e, infine, proprio Luciano Nunzi in serie A2 nel 2014. (Valerio Pasquetti)

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