Con “Vissi per Maria” la Callas torna idealmente sul palcoscenico attraverso i ricordi della sua governante
di Francesco Aniballi
RIETI – L’istantanea dell’interno di una casa gentilizia, il foyer del Teatro Flavio Vespasiano di Rieti a fare da salotto, una musica grammofonica di arie d’opera: il racconto di Bruna può cominciare. Chi è Bruna? La governante di madame per anni, insostituibile braccio destro della Divina. E chi è la Divina? Maria Callas naturalmente. Infatti nello spettacolo ad atto unico “Vissi per Maria” scritto da Roberto D’Alessandro per la regia di Ilza Prestinari, inserito nella stagione OFF dell’offerta culturale 2014/2015 del Vespasiano, viene narrata la parabola umana e artistica di Maria Callas, l’ascesa ed il declino della famosissima soprano d’opera. La narrazione è affidata alla governante Bruna, appunto, interpretata dalla bravissima Siddharta Prestinari. Fa accomodare il pubblico, che è ospite allo stesso tempo, nel salotto dell’abitazione milanese di casa Callas intrattenendolo: la Divina è in arrivo. La domestica fa gli onori di casa: prepara il tè ed offre dei pasticcini. Contemporaneamente, si lascia andare al racconto di ricordi di vita vissuta accanto ad una delle maggiori protagoniste della lirica. Con questo stratagemma teatrale, gli ospiti sono guidati per mano attraverso la tumultuosa ed affascinate vita dell’artista greca. La sua giovinezza, l’arrivo in Italia, il momento nel quale Bruna Lupoli diviene ufficialmente la governante della Callas, il legame ed il matrimonio con Giovanni Battista Meneghini e la travolgente storia d’amore con Aristotele Onassis. Tutti avvenimenti descritti nei minimi particolari da Bruna, che li ricorda con un velo di commozione. Di tanto in tanto la governante ritorna alla realtà: prega gli ospiti di non riferire nulla a madame della chiacchierata perché potrebbe adirarsi. Tuttavia prega il pubblico di accogliere la Callas con un grande sorriso: <>. Ma poi l’inevitabile: la morte della Divina! La morte di un’artista acclamata da tutti ma estremamente sola negli ultimi periodi della sua vita: <> afferma Bruna. Quest’ultima rammenta gli istanti prima e dopo l’estremo saluto, la delicatezza con la quale prepara per l’ultima volta gli abiti ed i gioielli. Ricorda quelle ore e lo fa dal palcoscenico del Flavio. Cambia la scena, infatti, ed il luogo. Accompagnati dalla stessa domestica, gli ospiti entrano in platea e si trovano catapultati in un altro scenario. Pochi passi tra il foyer e la sala: l’atmosfera muta. Un’ipotetica camera ardente allestita sul palco del Vespasiano. Sipario aperto a metà. Un drappo nero adagiato quasi a formare un sacello. Una rosa rossa sopra la bara. La legenda della lirica, la Divina si è spenta. Si conclude così la piéce, tra gli applausi del pubblico.
Uno spettacolo commovente nel quale storie piacevoli e racconti malinconici si intrecciano alla perfezione. Magistralmente, poi, i tempi scenici scandiscono con puntualità gli istanti più rappresentativi del lavoro teatrale. Curioso, ma anche spunto su cui riflettere, il rimando continuo alla ricerca su internet. Infatti Bruna, in un inusuale consiglio, inusuale perché proveniente da una donna della sua età, sprona i più giovani presenti in sala a digitare sul web i nomi dei vari personaggi citati e leggerne la biografia. Di rilievo l’interpretazione di Siddharta Prestinari. La bravura, nel calarsi nei panni dell’anziana Bruna, ha colpito il pubblico. Movenze, atteggiamenti, intercalari delle persone di una certa età hanno reso il tutto decisamente reale. Lo studio del personaggio ed il trucco hanno fornito un valore aggiunto alla rappresentazione.
“Vissi per Maria”, dunque, è uno spettacolo interessante e ricco di contenuti, che esprime il suo momento più alto nella scena finale ricca di pathos e summa dell’intero lavoro. Ma non solo. Si comprende anche il significato del titolo che è poi anche un significato morale dell’opera stessa. Infatti quando Bruna esclama: <> allora è lì che si capisce il perché Bruna è vissuta per Maria.






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