Novità in arrivo in materia di trasparenza nel settore agroalimentare: dal 01 aprile è entrato in vigore l’obbligo della carta d’identità per alcune carni e pertanto prodotti come la braciola, l’abbacchio, le costolette o l’arista usciranno finalmente dall’anonimato.
Rivoluzione quindi a favore del consumatore che ora potrà avvalersi di un ulteriore strumento che contribuirà a garantire una maggiore consapevolezza nel momento della scelta delle carni; basterà quindi indirizzare gli acquisti verso prodotti recanti la scritta “origine Italia” per assicurarsi che tutte le fasi, a partire dalla nascita per arrivare fino alla macellazione, siano state seguite e garantite sul territorio nazionale.
“In un momento di confusione come quello odierno, caratterizzato sempre più da fattori globalizzanti – ha affermato Gabriel Battistelli, Direttore della Federazione di Rieti – è importante per i nostri consumatori sapere che è possibile avvalersi della carta d’identità delle carni per far sì che non solo gli acquisti diventino sempre più mirati ma anche e soprattutto allontanino il timore di comperare prodotti come le carni di maiale tedesche alla diossina o gli agnelli ungheresi venduti come italiani ed oggetto di scandali in questi ultimi mesi. L’augurio è che presto tale identificazione si possa ottenere per le carni di coniglio, di cavallo ed anche per i salumi che purtroppo al momento attuale rimangono fuori dal campo di applicazione del regolamento europeo”.






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