di Luigi Bernardinetti
La foto, eseguita all’inizio del 1900, e ripresa dal basso, raffigura la parte sud del ponte romano.
La prima particolarità che si nota è il piccolo arco che rappresenta il primo delle tre arcate che formano l’originario ponte romano, e delle restanti altre nove arcate maggiori che costituiscono il lungo viadotto il quale termina nelle adiacenze di via Pellicceria, via s. Rufo, via del Duomo e via s. Pietro martire, esattamente alla confluenza del luogo dove fino all’undicesimo secolo esisteva l’antica Porta Romana o Porta del Sole.
Al di la’ del ponticello, nella parte sinistra del ponte, si nota il chiosco della friggitoria appartenuta al noto “Giggi Cocuzza”, accanto alla quale una struttura in legno era stata lì fissata per la vendita di frutta e ortaggi provenienti dalle campagne del circondario. Si notano inoltre molti muli, carichi dei loro “basti”, o selle, in attesa dei propri “padroni” che sicuramente si trovavano nelle vicine osterie per rinfrescarsi la bocca con qualche boccale di vino, aspretto ma genuino, prodotto nella vicina Castelfranco, o nella Sabina romana.
Nello sfondo le case appoggiate alla riva destra del fiume mostrano facciate molto degradate, che cadono direttamente sul sottostante Velino, in quel momento quasi certamente oltre i livelli di guardia, pertanto ricoprendo le piccole sponde verdi esistenti ai piedi degli stessi edifici. All’inizio di questi, era ben visibile l’antico palazzo Fiordeponti, che si affacciava anch’esso direttamente sul fiume, ma che, nel 1944, durante la ritirata dei tedeschi che fecero saltare il ponte, fu seriamente danneggiato e ancor più lesionato a seguito del bombardamento del Borgo avvenuto il 6 giugno 1944.
Sulla destra della foto, si nota una massiccia costruzione unita al ponte, sul cui piano era stato creato uno spiazzo adibito anch’esso ad ospitare un chiosco commerciale.






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