Credo che la notizia riportata ieri dai quotidiani locali, “La Rieti-Torano passa alla regione”, meriti quanto meno una riflessione, che esuli dal semplice scontro maggioranza-opposizione in consiglio. Intanto leggiamolo per quello che il comunicato della Provincia significa: la Rieti-Torano non verrà completata. Perché aver di fatto rinunciato ai soldi che l’assessore Malcotti (precedente giunta) aveva già stanziato, per incapacità di spenderli (perché di questo stiamo parlando), significa dire alla regione Lazio che per il territorio il completamento di questa tratta non è una priorità. E se non è importante per Rieti, non si capisce per quale motivo dovrebbe esserlo per Roma, per la regione, in gravi difficoltà di reperimento fondi. E quindi in definitiva significa che per l’ennesima volta il nostro territorio perde un occasione di sviluppo.
E che, per l’ennesima volta piccoli egoismi incidono sull’interesse generale. Rieti ha bisogno di collegamenti, lo diciamo tutti da decenni, Rieti è isolata e per questo sta morendo, è una realtà talmente evidente che oramai l’affermiamo quasi sottovoce, per non apparire scontati. Ma la verità è che non siamo capaci, la nostra comunità per intero non solo la politica, di immaginare e costruire il nostro futuro, andando oltre i piccoli interessi particolari. Ci si mobilita, legittimamente, per una fabbrica che chiude, perché non c’è il palazzetto per la squadra di basket, per il tombino ostruito sotto casa, ma si osserva quasi con disinteresse il non fare scelte, il rinunciare addirittura a soldi già stanziati, per opere fondamentali. Quando tra qualche mese affronteremo la prossima crisi, quando mancheranno i posti di lavoro, quando sarà necessario che i nostri giovani emigrino, non per andare ad essere assistiti come i sedicenti profughi, ma per trovare lavoro, nessuno ricorderà che in un caldo luglio del 2015 Rieti ha deciso per l’ennesima volta che realizzare un collegamento viario moderno non era una priorità . La Rieti-Torano è il paradigma del vero motivo della crisi del nostro territorio: i piccoli interessi particolari prevalgono sull’interesse generale.
Ed anche per questo non posso non guardare con nostalgia al secolo scorso: il fascismo in meno di un anno realizzò la Rieti-Terminillo, strada che ancora oggi è esempio di modernità ed efficienza a distanza di quasi cento anni; la prima pietra della Rieti-Torano, se non ricordo male fu messa da Giulio Andreotti, alcune decine di anni fa. In questo paragone c’è lo spaccato del declino del nostro paese.
Chicco Costini
Area Rieti





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