Moltiplicati i carrozzoni che si occupano di donne (consulente, assessore, osservatorio regionale) ma risultati inesistenti e silenzio sugli stupri di Colonia
“Mentre la maggioranza di centrosinistra alla Regione Lazio sostiene il Ddl Cirinnà sulle unioni civili e lo spregevole stepchild adoption, il presidente Zingaretti calpesta la dignità delle donne. Infatti, nell’ambito delle politiche sulle pari opportunità della Regione Lazio, la priorità spetta alle politiche gender friendly, finanziamenti cospicui alle associazioni per combattere l’omo-lesbo-transfobia e agli immigrati, mentre le donne sono considerate all’ultimo posto. Prova ne sia il fatto che non solo non esiste più la giunta più rosa d’Italia decantata da Zingaretti all’indomani delle elezioni regionali, ma a seguito del rimpasto di giunta le donne sono tornate ad essere una netta minoranza”. Lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio.
“Oltretutto la Regione Lazio, oltre ad avere un assessore con la delega alle pari opportunità, dona 40 mila euro all’anno a Cecilia D’Elia, ex assessore provinciale, a titolo di consulenza in materia di contrasto alle discriminazioni e di tutela dei diritti fondamentali di genere. Mi chiedo cosa faccia la signora D’Elia per giustificare i propri guadagni, considerando che non ha speso una parola neanche a seguito dei fatti di Colonia, dove decine di donne sono state stuprate in massa da profughi nordafricani. Anche l’altro carrozzone inconcludente denominato Osservatorio regionale sulle pari opportunità e la violenza sulle donne, istituito dalla L.R. n. 4 del 2014, continua a manifestare la propria totale indifferenza di fronte ai temi della promozione di campagne di sensibilizzazione, progetti per le scuole, percorsi formativi per operatori del sociale, sia pubblico che privato, per gli agenti delle forze dell’ordine e per gli operatori sanitari del pronto soccorso. Questa presa in giro ai danni dei cittadini deve finire. E’ inammissibile che una regione importante come la nostra discrimini il genere femminile e addirittura ci speculi sopra. Si metta da parte questo progressismo istituzionale e si dimostri concretamente di voler valorizzare e rappresentare anche le cittadine laziali” conclude Santori.






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