Agibilità non equivale a dire che le scuole cittadine possono essere definite tanto sicure da poter continuare ad ospitare gli studenti, tranquillizzando nel contempo le famiglie. D’altra parte i recenti fatti di cronaca ci raccontano di edifici dichiarati agibili crollati a seguito di una scossa tellurica di magnitudo superiore a 4. E certo non convincono l’indeterminatezza e l’inconsistenza delle dichiarazioni prima e dei comunicati stampa poi licenziati dal Comune: parole che si rincorrono mediamente senza alcuna conoscenza reale del fenomeno e delle conseguenze cui si può andare incontro a causa di scelte sbagliate piuttosto che di mancate scelte. Le determinazioni assunte dopo il recente vertice tenutosi in Prefettura non fanno altro che aumentare il disorientamento dei cittadini ai quali si continua a non dire le cose esattamente come stanno, ovvero che la maggior parte degli edifici scolastici sono definiti dai tecnici ad alto grado di vulnerabilità sismica. Ed ecco che la verifica di agibilità, che non è altro che il frutto di una superficiale e sommaria ricognizione dell’edificio, non vuol dire affatto che questo sia sicuro da un punto di vista sismico e ponga i nostri figli al riparo da pericoli. E se poi questa “agibilità” viene riconosciuta con prescrizioni, sfidiamo chiunque a credere che quella scuola possa realmente essere sicura. Quali prescrizioni? Che riguardano cosa? E quanto dovrebbero durare gli eventuali interventi idonei a risolvere questi vulnus? E’ dalla scossa dello scorso 24 agosto che a gran voce famiglie, tecnici, consiglieri di opposizione, stanno chiedendo al Sindaco Petrangeli di fare chiarezza in tempi rapidi anche andando ad individuare possibili soluzioni alternative peraltro suggerite da più parti. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire ed evidentemente chi non ha la spina dorsale per riassumere in sé le prerogative di un primo cittadino, che deve essere garante in primis della sicurezza delle famiglie, non può certo gestire una situazione complessa come quella che tutti noi stiamo vivendo. La sicurezza dei cittadini, e tanto più delle nuove generazioni, è un tema reale che non può essere affrontato con la superficialità di chi adotta un provvedimento facendo riferimento a normative abrogate da anni. Ed ancora più grave è la mancanza di rispetto verso quei genitori, riunitisi in comitato, che da oltre due mesi chiedono documenti inerenti alla sicurezza dei plessi scolastici e a tutt’oggi non sono stati degnati di risposta. Noi ribadiamo che ove, come sembra, non ci fossero le condizioni di sicurezza atte a garantire l’incolumità dei nostri ragazzi, i plessi scolastici vadano chiusi e ove possibile riconvertiti alle stringenti norme vigenti. Per far fronte all’emergenza già nell’ultimo consiglio comunale avevamo chiesto, in seduta straordinaria, di inoltrare istanza al Governo per la fornitura di moduli prefabbricati considerati ancor oggi, da chi scrive, una delle soluzioni alternative all’attuale vulnerabilità dei plessi scolastici. E abbiamo evidenziato, positivamente, la disponibilità del Presidente del Consorzio per lo Sviluppo del Nucleo Industriale a mettere a disposizione degli studenti quelle strutture che fino al 15 ottobre scorso hanno ospitato la Facoltà di Medicina della Sabina Universitas. Ben sei mila metri quadrati disponibili immediatamente da attrezzare soltanto con banchi e sedie. Così come riceviamo e rilanciamo come meritoria la proposta formulata dal Commissario Straordinario dell’Ater di Rieti di rendere disponibili i locali di Villa Reatina, circa seicento metri quadrati, recentemente realizzati con fondi regionali nel rispetto della normativa antisismica. Pur consapevoli che non è agevole fare un trasloco di tale portata in pochissimi giorni, nelle attuali condizioni lo riteniamo assolutamente necessario e non più procrastinabile. Quindi torniamo ad appellarci a chi ha responsabilità di governo della nostra città affinchè in tempi certi e senza ulteriori, dannosi tentennamenti, assuma quelle decisioni idonee da una parte a garantire la piena sicurezza dei nostri ragazzi e dall’altra il loro primario diritto allo studio. Non vogliamo neanche immaginare che il triste spettacolo andato in scena sino ad oggi venga ulteriormente replicato.
Luigi Gerbino, Sonia Cascioli, Andrea Sebastiani






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