Apprendiamo dalla stampa locale che il Comune di Rieti ha promulgato un bando di concorso per 18 figure amministrative, concorso le cui prove si svolgeranno “casualmente” a cavallo delle elezioni per il rinnovo della sindacatura. Interessante. Per 5 anni abbiamo ascoltato dall’ex enfant prodige della sinistra reatina, una litania senza soluzione di continuità sui debiti che aveva trovato, sul fatto che il Comune di Rieti con le amministrazioni di cdx aveva saturato il personale per motivi clientelari. Sulla base di questo assunto l’amministrazione ha nell’ordine: privatizzato il Manni, privatizzato gli asili, privatizzato il Teatro Flavio Vespasiano, abbandonato all’incuria interi quartieri della città, inventando le luminarie a scacchiera, messo in mezzo alla strada decine di famiglie, colpevoli di aver lavorato per la precedente amministrazione, e quindi come tali degne di essere ridotte alla fame. Tutte privatizzazioni con bandi al massimo ribasso, facendo pagare un prezzo altissimo a lavoratori e qualità del servizio. Poi improvvisamente a 6 mesi dalle elezioni esce dal cilindro del ex sindacalista, vero sindaco ombra della città e regista delle strategie più nascoste, un bando per 18 assunzioni, suddivise tra interni ed esterni. Se a farlo fosse stato un sindaco di cdx in tanti avrebbero gridato al concorso elettorale ma poiché l’autore è mister CGIL Giuli, un silenzio assordante accompagna un’operazione dal sapore di ancient regime. Una mossa a dire il vero che nella sua sfrontatezza, fa pensare anche ad una gran paura della sinistra di lotta (a parole) e di potere (nei fatti) di perdere a giugno quelle poltrone tanto ambite negli anni. Una mossa che difficilmente può nascondere l’assoluta incapacità, la mancanza di decisione, l’assenza di progettualità di un sindaco che non perde occasione per manifestare la propria cronica insicurezza ed inadeguatezza. Una mossa però che potrebbe entrare a gamba tesa negli equilibri già un po frammentati del cdx. Potrebbe infatti diventare un incentivo ulteriore ad alcuni cultori del nuovismo a tutti i costi ad immaginare percorsi non inclusivi nella coalizione che sfiderà il csx. Percorsi giustificati da roboanti proclami politici, ma la cui ragione vera potrebbe essere letta nei bandi di concorso o di finanziamento deliberati dal csx. A volte, per qualcuno, meglio che governi l’avversario, soprattutto se la politica è diventata solo strumento di vetrina sociale. Staremo a vedere.
Chicco Costini






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