Di: Armando Michel Patacchiola
Un peccato per chi lo vede tutti i giorni, e per chi, complice il beltempo, ha deciso di passare una giornata sul territorio della Provincia. L’erba pian piano sta risalendo su nella costa che sorregge il centro storico, invadendo le mura. Gli anni, i fumi, le polveri stanno facendo il resto: il centro storico di Cantalice, piccolo paese di quasi 3mila abitanti alle pendici del Terminillo oggi appare un ricordo tetro di quello che fu. Negli anni, questa piccola “bomboniera”, incastonata tra le valli si è ingrigito nei colori. Il terremoto ha fatto il resto: basti pensare alla Torre, culmine della scalinata che da piazza della Repubblica, quella principale, taglia il borgo medievale: la Torre del Cassero.
A maggio è arrivata la chiusura al pubblico di quello che resta il simbolo del Paese: “per scongiurare evidenti pericoli per la comunità” recita l’ordinanza. Il parametro murario versa in “condizioni di degrado” anche a causa del sisma che ha colpito Amatrice nell’agosto del 2016. Cantalice è uno dei 140 comuni del centro Italia inserito nel cratere sismico. Uno dei quindici della Provincia di Rieti. Il case almeno all’apparenza ha tenuto. Ma tanto c’è da fare.
Anche nel decoro. “Sarebbe opportuno che il centro storico venga ripulito” dicono gli abitanti. A Cantalice c’è la tradizione di sedersi sul muro del ponte o sulle panchine circolari della piazza. Da lì il decadimento estetico è evidente.
Cantalice si appresta nel prossimo anno a rinnovare la sua amministrazione comunale: non si possono fare particolari colpe alla sua amministrazione uscente, di sinistra. Non c’erano particolari promesse elettorali sul tema del centro storico, almeno a memoria d’uomo. E di attività ne sono state fatte poche. Anche se qualche escremento di animale costeggia le scalinate E quella è ordinaria amministrazione. “E’ un paese, sussurrano. E’ pieno di animali randagi”. Ma è un paese che, almeno nelle intenzioni politiche ha avuto negli anni precedenti forti ambizioni turistiche: parliamo del Terminillo. Da anni Cantalice mira a costruire sui versanti delle sue montagne impianti sciistici di ultima generazione. E lo ha fatto anche investendo risorse importanti. Ma l’intoppo è sempre dietro l’angolo e quella sul Terminillo appare sempre più una telenovela politica più che una risorsa a breve termine per il territorio. “E’ quasi ora che la ripropongano”, ammica qualche malizioso.
Qualche esponente del Partito Democratico di Cantalice ha ipotizzato negli anni a venire un ascensore turistico che permetta anche ai cittadini di vivere con serenità il centro storico. E che, ovviamente, riattragga qualche turista della capitale che negli anni ha lasciato il paese per “pigrizia” o per altre ragioni. Certamente partire da quello che si ha, dal tener bene e pulita tutto il borgo e renderlo appetibile ai turisti sarebbe già un bel passo in avanti. Da questo punto, maggioranza e opposizione dovranno ripartire. Solo le chiacchiere e le promesse non portano molto lontano.






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