Di: Armando Michel Patacchiola
Unire e rendere interoperabili tutte le banche dati degli enti pubblici della Regione Lazio. Manca poco per quella che è stata definita la “rivoluzione digitale dei dati”. L’approvazione definitiva della Legge, prevista per settembre, poi la giunta regionale entro 150 giorni dovrà predisporre il piano tenendo conto delle direttrici del Daf e portarlo all’approvazione del Consiglio.
La la legge vede anche l’intervento di Antonello Aurigemma Forza Italia (FI) e di Stefano Parisi di Energie per l’Italia (EPI), il cui emendamento è stato approvato giovedì scorso.
Un modo che “può cambiare il volto dell’amministrazione pubblica nel Lazio e in Italia. Far parlare a tutte le banche dati degli enti pubblici lo stesso linguaggio, fare in modo che siano interoperabili” e senza doppioni spiega Parisi.
Un bel risparmio di tempo e risorse per cittadini, amministrazione e aziende, visto che se un dato sarà presente in un un ente o soggetto di diritto pubblico, istituto di formazione, di ricerca o Università, o semplicemente una biblioteca, e non sarà necessario, come adesso, riproporlo anche altrove.
Si tratta di una “vera trasformazione digitale della pubblica amministrazione e la strada maestra per il taglio dei costi” ha chiarito Parisi.
La “Piattaforma digitale regionale dati” è stata ideata per inserirsi nel Data analytics framework (Daf) e sarà pienamente compatibile con l’omologa Piattaforma nazionale già prevista dall’art. 50 del Codice dell’amministrazione digitale.






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