C’è un coro di no dietro all’occupazione della Sacchetti Sassetti. No ai doppi turni, no a scuole pericolose. C’è bisogno di scuole sicure. Per questo da stamane a mezzogiorno i giovani studenti si sono seduti a terra per i corridoi e atri e hanno bloccato le attività dell’istituto di Piazza Giuseppe Mazzini. Che ne sarà dei giovani che vivono fuori città? Nessuno pensa ai loro disagi? Quando faranno i compiti? I dubbi aleggiano.
“Non avendo trovato riscontro positivo presso le autorità competenti rispetto l’enorme disagio, in quanto l’unica soluzione prospettata è stata la turnazione pomeridiana fino al periodo natalizio e ribadendo l’impossibilità dell’utenza della nostra scuola (80% di alunni pendolari), gli studenti dell’Istituto hanno deciso di manifestare in maniera più incisiva il loro disappunto e il loro disagio e di portare avanti le loro motivazioni attraverso l’occupazione”. Questo un estratto della nota diffusa dagli studenti.
Stamane il Prefetto ha fatto sapere che ci sarebbero due immobili disponibili e idonei a ospitare gli studenti, ma l’ingresso è propedeutico a lavori di ristrutturazione. Così si fa largo l’ipotesi momentanea di un ospitalità diffusa. Se ne saprà più nelle prossime ore. Il presidente della Provincia Rinaldi ha comunicato che domani, mercoledì 17 ottobre, ci sarà un incontro con tutti i dirigenti scolastici per verificare se, nei rispettivi plessi di competenza, ci siano disponibili delle aule dove trasferire gli alunni che già occupavano la “ex Sacchetti Sassetti”.






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