Si rincorrono le voci sulle dimissioni di Fabio Melilli da presidente della Provincia di Rieti.
La notizia, ancora molto ufficiosa, potrebbe diventare ufficiale nei prossimi giorni, perchè l’ex sindaco di Poggio Moiano vorrebbe giocarsi la carta delle Politiche 2013 e quindi fare il “grande salto” a Roma. Della serie: ora o mai piu’. Soprattutto con il rischio che le Province piccole, come quella di Rieti, chiudano i battenti da un momento all’altro.
«Il Ministero dell’Interno – avrebbe detto Melilli ai suoi amici più intimi – ha fatto sapere che l’ineleggibilità di presidenti di provincia e sindaci, eventualmente candidabili in Parlamento, scatterà dal prossimo 29 ottobre e per questo credo sia doveroso che io mi dimetta».
Rassegnerà formalmente le mie dimissioni lunedì in Consiglio provinciale? Vedremo. Se così fosse, si riaprono tutti i giochi della poitica locale.
“Ragioneremo con il partito e la coalizione sul da farsi, gli scenari cambiano di giorno in giorno e tra l’altro non conosciamo la legge elettorale – fa sapere Melilli a Il Giornale di Rieti – Mi sono messo a disposizione per la prossima campagna elettorale per le politiche». «Abbiamo avuto la conferma che i parlamentari nel Lazio – ha aggiunto – saranno ancora 70 e questo consente alla nostra provincia di avere ancora una rappresentanza in parlamento». «Enrico Gasbarra mi ha incaricato di esaminare il testo del regolamento delle primarie anche per i candidati al Parlamento, perché se dovesse rimanere il porcellum sarebbe il minimo che possiamo fare – ha aggiunto -. E in tal senso ricordo l’impegno assunto proprio da Gasbarra affinché ogni provincia del Lazio abbia almeno una sua rappresentanza parlamentare».
Il presidente Melilli impegnato su altri fronti rischia di aprire una fronda al Comune di Rieti, dove il neo sindaco Petrangeli e’ in rotta con alcune correnti del PD e del’IDV e anche i sondaggi del sindaco vendoliano sono in caduta libera.






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