Lo scorso 21 gennaio è stato arrestato a Lipsia,
in Germania, il nigeriano O.C., di anni 31, in
esecuzione di mandato di arresto europeo emesso
dal GI.P. del Tribunale di Rieti nell’ambito
dell’indagine antidroga della Squadra Mobile
della Questura di Rieti, che nel febbraio 2020
aveva portato all’arresto di 21 nigeriani ed un
camerunense con l’operazione “Angelo Nero”.
La mattina dell’11 febbraio 2020, con il concorso
di circa 200 uomini della Polizia di Stato,
furono eseguite 21 misure cautelari, delle 23
disposte dal G.I.P. del Tribunale di Rieti su
richiesta del Sostituto Procuratore della
Repubblica di Rieti dott. Edoardo Capizzi che ha
coordinato le indagini.
Finirono in carcere 14 nigeriani e un camerunense
e agli arresti domiciliari 6 nigeriani. A Rieti
ne furono arrestati 16, di cui 5 ai domiciliari e
11 in carcere, 2 nigeriani furono rintracciati a
Venezia, 1 a Campobasso, 1 a Caserta ed 1 ad
Agrigento. Il giorno dopo venne rintracciato ed
arrestato a L’Aquila un altro nigeriano
destinatario di custodia cautelare in carcere.
Per tutti l’accusa di detenzione ai fini di
spaccio di sostanza stupefacente, per taluni in
concorso.
Sempre su disposizione dell’A.G. furono
sottoposti a sequestro preventivo anche un bar e
due negozi di generi alimentari gestiti da tre
destinatari di misura restrittiva.
O.C. era scampato alla cattura poiché, poco prima
della conclusione delle indagini, avuto il
sentore di essere nel mirino degli investigatori
della Polizia di Stato per via dei numerosi
arresti in flagranza operati dalla Squadra Mobile
della Questura di Rieti nei confronti di suoi
stretti collaboratori, era fuggito dall’Italia.
Nonostante il controllo operato dalla Polizia
Ferroviaria alla Stazione di Milano, sempre su
segnalazione della Squadra Mobile che ne aveva
monitorato gli spostamenti, O.C. aveva proseguito
nel suo viaggio verso la Germania dove, dopo
essersi ricongiunto con la sua compagna, sperava
di trovare l’impunità.
Del resto le indagini avevano messo in evidenza
la particolare sfrontatezza e caratura
delinquenziale del soggetto, che oltre ad avere
mantenuto contatti stabili con la madre patria,
dove inviava denaro, derrate, materiali di arredo
acquistati con i proventi della illecita
attività, e con connazionali residenti
all’estero, rappresentava un importante e sicuro
punto di riferimento di altri nigeriani
spacciatori, richiedenti asilo, residenti a
Rieti, i quali, come lui, sono finiti nella rete
della Squadra Mobile.
Nonostante fosse gravato dall’obbligo di dimora
emesso dal Tribunale di Roma a seguito
dell’arresto operato nei suoi confronti, sempre
per spaccio di droga, dalla Polizia di Stato
Capitolina, lo stesso aveva continuato a gestire
ben due canali di approvvigionamento di sostanze
stupefacenti del tipo marijuana e cocaina che
riusciva a smerciare in questo capoluogo
utilizzando altri connazionali ed avvalendosi
anche della illecita collaborazione dei gestori
stranieri di tre attività commerciali che avevano
messo a sua disposizione i loro locali adibiti
alla vendita di generi alimentari africani.






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