di Cristiana Casciani
Ex Scia e antistadio, il degrado salta all’occhio. Anche di chi non è particolarmente attento. Siamo nel quartiere di Campoloniano dove non passano di certo inosservati i campi di calcio comunali (ex Scia) “R.Ciccaglioni” e l’antistadio “L. Bergamini”. I due impianti sportivi adiacenti lo stadio “Manlio Scopigno” sono ormai in totale abbandono e inutilizzati dalle associazioni sportive reatine.
Erba incolta e lucchetti spezzati per l’antistadio, che ad oggi è per lo più frequentato dai dog sitter come aree di svago per gli amici a quattro zampe. La strada sterrata che circonda lo stadio accoglie i camminatori abituali che non temono il freddo di questi giorni.
Analoga la fotografia dell’ex Scia, deturpato e lasciato in balia degli eventi.
Il libero accesso al campo è facilitato dai lucchetti divelti e dai buchi nella recinzione, sinonimo di veri e propri atti di vandalismo. All’ingresso spiccano sul verde sintetico rifiuti di ogni sorta: lattine, incarti di pizza, bottiglie, vetri rotti. Non solo. Ci sono anche le porte e le panchine buttate in mezzo al campo. Quello che si prestava ad essere uno spogliatoio assume ora un’aria spettrale a causa degli ingenti danni recati all’interno della struttura tra pareti, bagni e finestre rotte.
In una metà del campo tra porte arrugginite e oggetti di ogni tipo, ogni tanto si intravedono alcuni ragazzi che si scambiano qualche passaggio con la palla. “Sono circa due anni che la struttura è in stato di abbandono, da quando se ne andò l’FC Rieti – dicono – veniamo a giocare a calcio qui perché viviamo nei dintorni ed è l’unico campo che c’è”. L’unico ma anche il meno adatto ad accogliere i giovani del quartiere di Campoloniano soprattutto i più affezionati che in questi spazi hanno dato i primi calci ad un pallone e nonostante il momento difficile che si protrae a causa della pandemia non rinunciano, seppur minimo allo svago e al divertimento che questo campo concede loro.
Avrebbe sicuramente trasmesso speranza poter vedere un campo, seppur con le dovute restrizioni di distanziamento, riprendere vita con piccoli e grandi atleti, invece tutto sembra molto lontano dal tornare quello che era. Porre uno sguardo attento a questi luoghi è doveroso per la qualità di vita dei più giovani e per alcune aree comunali del Reatino.






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