Si parte dalla TARES, Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi: il pagamento delle quattro rate, fissato al 1° gennaio 2013, è slittato a luglio. Confartigianato Imprese Rieti, ha predisposto un Regolamento “tipo” da inviare ai comuni della provincia di Rieti per condividere, insieme, un percorso che sia equilibrato e responsabile. Soprattutto, basato su rapporti semplici e chiari tra la Pubblica Amministrazione e il tessuto imprenditoriale del nostro territorio.
Il Regolamento espresso da Confartigianato Imprese Rieti sottolinea l’importanza di definire presupposti univoci nell’applicazione della TARES affinché vi sia un approccio il più possibile condiviso a livello provinciale.
Ugualmente sostanziale, per l’Associazione reatina, è anche la definizione dei principi della qualità dei servizi: gli utenti – imprese e cittadini – devono essere in grado di percepire chiaramente i costi utilizzati per assicurare una certa qualità al servizio. Esempio: se desidero che le strade del mio comune siano manutentate e pulite ogni giorno e per tutti i giorni dell’anno, devo rendermi conto che il servizio costerà di più rispetto ad un intervento meno capillare.
Inoltre, serve chiarezza nel:
– Definire la tariffa per un corretto bilanciamento/ripartizione tra utenze domestiche e non domestiche in modo tale che la tariffa sia il più possibile correlata con la reale produzione dei rifiuti.
– Definire le riduzioni e le agevolazioni che la Pubblica Amministrazione può applicare a imprese e cittadini.
– Definire una distinzione netta e certa tra rifiuti speciali e urbani.
– Definire principi di trasparenza anche nel modo in cui i comuni si impegnano a comunicare all’utenza il piano finanziario e le fatture.
Confartigianato Imprese Rieti, infatti, vorrebbe dare il via ad un percorso responsabile di confronto con la Pubblica Amministrazione del nostro territorio per sottolineare quanto la spending-review si debba tradurre in misure procrescita: revisione della spesa pubblica, riduzione delle inefficienze e maggiori risorse a disposizione degli imprenditori per l’occupazione e gli investimenti a sostegno della competitività aziendale.
Servizi adeguati significa servizi che siano il frutto della sostenibilità del patto sociale tra imprese, cittadini e Stato.
C’è tanto da fare: per le imprese e per il territorio. Ecco perché è importante recuperare – con il buon uso del gettito fiscale ottenuto dalle imprese e dai cittadini – risorse da destinare allo sviluppo. A livello nazionale, la spesa pubblica vale 809 miliardi, cioè la metà del Pil. Dal 2000 al 2012, è aumentata di 250 miliardi, pari a 5,1 punti di Pil.
Nello stesso periodo, la Germania ha ridotto la spesa corrente primaria di 0,6 punti di Pil. Avesse seguito l’esempio tedesco, l’Italia avrebbe risparmiato 18,4 miliardi l’anno. Altri aumenti nella spesa pubblica – tra il 2001 e il 2011 è lievitata di un 35,1% – non possono essere accettati.
La Tares aggraverà il peso della tassazione sulle tasche dei contribuenti perché dovrà coprire il 100% del costo del servizio sostenuto dai comuni, che oggi si ferma in media al 79% con picchi massimi che toccano il 91%. A questo si aggiunge il fatto che la Tares dovrà finanziare anche i “servizi indivisibili” forniti dall’ente locale come l’illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade, la polizia locale, le aree verdi.
Le risorse necessarie per coprire tali spese verranno dall’aumento di 30-40 centesimi al metro quadro. In sostanza, il corrispettivo per i servizi indivisibili porterà un incremento stimato di circa il 14% per una famiglia di tre
componenti, ma in caso d’adozione dell’aliquota massima può arrivare anche al 19%.
Confartigianato Imprese Rieti, sottolinea Maurizio Aluffi, direttore dell’associazione, darà battaglia su una problematica che non dovrà tradursi in un’altra tassa aggiuntiva per le imprese. “Siamo disponibili a discutere,ma è da qui che misureremo chi effettivamente vuole salvare le imprese e la loro competitività e chi invece fa continue enunciazioni che non si traducono mai in
atti concreti”.






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