Rieti è tra le ultime città in Italia in materia di innovazione digitale.
Lo si evince chiaramente dall’indice di Trasformazione digitale che colloca il capoluogo sabino alla 97esima posizione su 107.
Un risultato che giunge purtroppo atteso vista l’annosa e continua mancanza di volontà amministrativa del sindaco Cicchetti di incidere veramente in una materia strategica e fondamentale per la nostra città e i nostri cittadini, come la transizione digitale dei servizi.
Una carenza di volontà certificata al di là di ogni ragionevole dubbio che rafforza e dà ragione all’ex assessore Elisa Masotti che se ne è andata sbattendo la porta.
Non vorremmo che Cicchetti e i suoi giovani e baldanzosi esponenti della maggioranza, con Sinibaldi in testa, pensino che innovazione tecnologica sia riempire Facebook di post su ogni argomento, compreso il compleanno di grandi attori romani, che poco hanno a che fare con la vita amministrativa della nostra città.
Il mondo sta affrontando cambiamenti epocali e Rieti, come tutte le altre città, necessitano di una classe dirigente capace di interpretare le sfide e determinata ad intercettare le opportunità che si presenteranno. Ma siamo abituati, oramai dopo 4 anni e mezzo, a questo gruppo di ragazzotti che fanno a gara a chi la spara più grossa sui social.






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