Riceviamo e pubblichiamo una lettera di proteste di alcuni fautori del progetto turistico che vede coinvolti Comuni della Sabina, professionisti privati e Regione Lazio
“Il vicensindaco Antonino Tomaselli nel corso della conferenza dei Sindaci del progetto “Green Weekend”, ha dichiarato che il Comune di Poggio Catino intende rinunciare alla prosecuzione del progetto già finanziato con 140.000 euro perché: “al comune non ne viene niente”.
Con l’avviso pubblico «Attuazione di interventi a sostegno delle destinazioni turistiche del Lazio – D.G.R. 17 novembre 2020, n. 836, l’amministrazione regionale ha richiesto agli esperti del settore di elaborare articolati progetti per sostenere la costituzione e l’avvio di associazioni pubblico-privata che fungano da motore nei territori per lo sviluppo turistico. Oltre 400 i progetti arrivati dopo una febbrile attività che ha coinvolto tutte le amministrazioni comunali dell’intera regione. Cento sono stati quelli dichiarati ammissibili e solo venticinque finanziati. Il progetto Green Weekend, tra quelli finanziati, ha scelto di operare tra Tuscia interna e Sabina nel territorio compreso tra i Comuni di Carbognano, Vejano, Vacone e Poggio Catino. Territorio scelto perché, anche se oggettivamente sprovvisto di attrattori turistici, è ancora intatto nella sua bellezza naturale, dispone di alcune location molto suggestive, ha una straordinaria produzione agricola e soprattutto gli imprenditori che vi operano rivelano grandi capacità e voglia di lavorare e di crescere. Proprio le condizioni perfette che cercavano gli estensori del progetto per un’azione che riuscisse ad incrementare la celebrazione di matrimoni ed eventi privati attraendo, soprattutto, un pubblico estero. La prima azione, mentre si procedeva al censimento e all’analisi delle aziende attive, interveniva per ampliare il basso numero di posti letto disponibili, utilizzando le normative regionali che consentono alle aziende agricole di diversificare la propria attività con ricettività, ristorazione e vendita diretta. Il Destination Manager del progetto Armando Soldaini, presidente del Consorzio Tuscia Turismo attivo da più di 20 anni, tra i fondatori dell’Estate romana e importante organizzatore di eventi internazionali come il China world football expo, ha inteso mettere a frutto, a vantaggio del proprio territorio, le relazioni sviluppate per costruire una grande evento commerciale internazionale sul tema della sposa. L’Italia, infatti, è molto attrattiva per la celebrazione di cerimonie e vede già un proprio mercato consolidato che “minaccia” di crescere in modo esponenziale. I più importanti segmenti sono quelli inglesi e americani. Olandesi e tedeschi iniziano ad affacciarsi, mentre i numeri orientali (giapponesi, cinesi e sudcoreani) continuano ad alzare la propria asticella nelle statistiche. Il territorio della Sabina e della Tuscia interna con risorse naturali intatte, ma in prossimità dei grandi centri culturali, rappresenta per questi mercati l’opportunità di recuperare un contatto con la natura. Questo, però, a condizione che il servizio sia di livello, qualificato, comodo ed organizzato. Proprio questi ultimi aspetti sono quelli su cui lavorerebbe, attraverso un disciplinare di qualità ed un’azione formativa ed informativa, il progetto Green Weekend che si interesserebbe inoltre di strutturare un efficiente e potente sistema promo pubblicitario web e social per la commercializzazione.
Per vincolo del bando, questi progetti nascono già definiti anche in ogni spesa prevista. Una scatola chiusa le cui chiavi sono di fatto consegnate ai progettisti, ma amministrate dalle associazioni che devono costituirsi appositamente. Sembra essere stato proprio questo, il fatto cioè che non ci fosse nella fase iniziale particolare voce in capitolo per gli amministratori o che non fossero previste, nella realizzazione del progetto, cifre da amministrare direttamente dai comuni, ad aver determinato il ripensamento di Poggio Catino che blocca in questo modo la realizzazione del progetto anche per le altre amministrazioni e per l’intero territorio nel quale soprattutto le piccole e medie aziende provate da ogni tipo di disavventura nel corso degli ultimi anni, avrebbero potuto trovare ristoro dalla realizzazione di questo programma”.
A questo punto attendiamo la replica di chi ha un parere diverso rispetto a quanto enunciato da una parte dei fautori del progetto.






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