di Giuseppe Melchiorre – NOME Officina Politica
La decisione, da parte della attuale maggioranza in Comune, di gettare un po’ di fumo intorno allo Zuccherificio a due mesi dalle elezioni e a sintesi di 40 anni di negoziati con i privati, non ci appassiona nel merito perché si tratta di una delibera di mero indirizzo che, a detta di tutti, dovrà essere rivisitata attraverso passaggi successivi.
A ciò si aggiunge il rilievo che ha portato il candidato Sindaco di NOME Officina Politica, Ubertini, a non partecipare ad un voto basato su una “rigenerazione urbana” in un’area che l’amministrazione ha escluso dall’ambito di quella misura.
Per noi di NOME Officina Politica la partita vera si giocherà dopo le elezioni con la concreta individuazione, con processo pubblico, delle funzioni di “pubblico interesse” che convincano la Città di trovarsi di fronte ad una opportunità piuttosto che ad una minaccia per la tenuta socioeconomica ed urbanistica di Rieti. Per la trasparenza di questo processo con NOME ci candidiamo alle elezioni, e per questo ci si batterà.
In vista delle elezioni, piuttosto, due sono i fatti che incuriosiscono.
Il primo è il “soccorso” alla maggioranza da parte di Calabrese, il quale ha dichiarato che anche senza candidarsi darà una mano alla compagine di Italia Viva. Un primo segnale si è avuto con il suo “sì” affiancato a quelli della maggioranza, con debiti distinguo e dichiarando di non voler “offrire un alibi alla proprietà dicendo no”. Di quale alibi si possa trattare, e rispetto a cosa, non è dato sapere.
Il secondo fatto curioso è il voto sconnesso da parte della coalizione che sarà a supporto di Simone Petrangeli. Una parte ha votato “no”, una parte è uscita dall’aula. Senza entrare nel merito tecnico delle scelte, riuscire a non essere compatti a meno di due mesi dal voto, e dopo lo svolgimento di primarie che avrebbero dovuto “fare sintesi”, è tutto dire. Divisione peraltro già mostrata sullo stesso argomento con la richiesta di convocazione di Sinibaldi assessore al Commercio in commissione da parte dei soli PD e M5S.
Ad oggi, più che riqualificazione dello Zuccherificio, solo “zucchero filato”.






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