di Cinzia Campagnoni
Per chi non lo sapesse sono di Amatrice.
Sì, quella del terremoto e dell’Amatriciana.
Ecco. Da qualche anno illustro il manifesto per la Sagra degli Spaghetti, a fine agosto.
Quest’anno è venuta fuori una cosa più complessa.
Un insieme di simboli nei quali mi riconosco, figure femminili che guardo da quando sono piccola, architetture familiari che incontravo ogni anno.
Ho messo tutto insieme.
I ricordi delle scampagnate a Filetta, le serate sotto la torre, la musica che si ascoltava per il Corso, il saltarello che faceva perdere il fiato.
Poi l’arte, quello che ho sempre studiato fino a notte inoltrata.
Ogni immagine diventa un modo per comunicare questo territorio, dove il tempo adesso si calcola in “prima” e “dopo”
E così, forse, oltre al piatto troviamo qualcosa che ci unisce.






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