RIETI – In occasione della telecronaca di una partita di basket giovanile tra la Npc (Under 17) ed una rappresentativa colombiana di pari età (giunta ed ospitata a Rieti-Contigliano su iniziativa di Paolo Matteucci che Peppe Cattani ha subito condiviso, mettendoci poi molto del suo come della Npc) il patron reatino ha affiancato nel commento il telecronista, Roberto Guidobaldi. Durante la lunga trasmissione, Cattani si è espresso a 360 gradi, esternando pensieri che meritano di essere riportati. Cattani ha ribadito l’inadeguatezza di due formazioni antagoniste in una cittadina qual è Rieti, auspicando la soluzione di una possibile unione che unisca le forze, la tifoseria e la città. “Due realtà come le nostre (Npc e Real Sebastiani, ndr) possono anche convivere – ha detto Cattani – Ritengo, però, che a grandi linee una situazione del genere non porti da nessuna parte. Un progetto finalizzato ad un unico obiettivo o a più obiettivi, ben strutturati dall’inizio, avrebbe risultati determinanti: per la città e per tutto il movimento”. Cattani si è aperto, ha ribadito la rinnovata e ritrovata amicizia con Pietropaoli, ma non ha nascosto quello che sempre è stato e che, purtroppo, quanto prima tornerà ad essere il vero, reale problema di chi fa basket a Rieti. Ciò in presenza di due imprenditori che investono in uno stesso sport ed allo stesso livello, in una piccola cittadina, la qual cosa non è comune in Italia. “Io e Roberto siamo completamente folli, però questa follia prima o poi finirà – ha affermato in tv Cattani – Ciò non perché qualcuno tra noi deve mollare anche perché, se ognuno di noi riuscisse ad eliminare un po’ di orgoglio personale, forse sapremmo fare qualche cosa insieme”. Il presidente della Npc si è poi soffermato su quello che, purtroppo, è il problema principe: il rapporto con la città! “Il contorno, di certo, non aiuta – ha proseguito Cattani – Ho detto a Roberto: tanti problemi ci vengono generati a nostra insaputa, tutto intorno a noi e questo è grave. Se avessimo avuto modo di chiarirci fin dall’inizio, nessuno di noi sarebbe nell’attuale situazione. E adesso faccio un’affermazione forte – ha proseguito il presidente della Npc – Molto, in questa città, viene generato di proposito, volutamente. Non so per quali interessi né con quali fini. Con Roberto ci sentiamo e risolviamo insieme, in armonia e nei comuni interessi, problemi che sono comuni. Mettendoci insieme al fine di perseguire scopi futuri, potrebbe essere una soluzione importante. In una città come Rieti non ha senso quel che sta succedendo (due squadre antagoniste, ndr), ciò al di là delle ragioni come delle colpe. Molti sportivi non vengono al PalaSojourner per non fare torto né all’uno, né all’altro. Ci sono 1000 modi per collaborare, ci sarà un’assemblea che deciderà chi è il Presidente”. Cattani non ha mancato di rimarcare il vero, unico problema che è stato in passato e che presto potrebbe tornare ad essere un ostacolo insormontabile per il prosieguo dello sport dei giganti ai massimi livelli. “Il problema è generato a Rieti! – ha ribadito Cattani – Questa città ti lascia crescere, poi ti ammazza. E’ sufficiente fare un excursus sui precedenti, vecchi presidenti della pallacanestro reatina e vedere che fine hanno fatto”. La soluzione, per Cattani, è una soltanto: “Unire e implementare le due forze, ma devono crederci tutti e la città deve metterci del suo – rimarca il patron Npc – Non può essere tutto rimesso a Roberto Pietropaoli, Giuseppe Cattani e Riccardo Curci, soltanto per citare gli ultimi tre imprenditori coinvolti nello sport cittadino. Se Rieti dice: questa è la squadra della città, la città deve contribuire. Rieti deve dare qualche cosa, ma questo concetto non passa anche se sono convinto che si può riuscire insieme, costruendo un progetto comune di 5 o 10 anni, senza interesse di alcuno. Quello che stiamo facendo, lo ribadisco, è una stupidaggine!”. Valerio Pasquetti





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