Nel marzo 1994, quando Silvio Berlusconi fondo’ Forza Italia e il Polo delle Libertà, non votai perché mancavano poche settimane al compimento dei 18 anni. Fu subito “attrazione fatale” rispetto alla sua figura carismatica e al suo approccio ai problemi atavici del Paese. Capii subito di essere berlusconiana. Era nato il partito del centrodestra moderato e cattolico, liberale ma non liberista, repubblicano, innovatore, attento alla meritocrazia, sempre pronto ad aiutare le fasce più deboli della società ma senza demonizzare il profitto. Siamo la generazione dei berlusconiani, quelli che contrappongono la politica del fare e del sorriso alla paura di sbagliare.
Il presidente scrisse un inno a mio avviso meraviglioso che rispecchia in pieno i valori del Berlusconi uomo, prima ancora che politico: “Gente che ama la gente, che non prova invidia che odiare non sa. Gente che non ha rancore, che ha come valore la tua libertà, che porta in alto una bandiera nuova,
che non si arrende e non si arrenderà, che lotta sempre per la verità”. Grazie Presidente, ci lasci in eredità la tua più grande dote: la generosità.
Elisa Masotti






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