di Elisa Masotti
Se ne è andato a 73 anni il professor Sergio Carmesini. Poeta e figura culturale di spicco, profondo conoscitore del greco e del latino, oltre che della lingua italiana. La tragedia e la commedia classiche, la filologia, la metrica e l’elegia greca in particolare erano il suo mondo. Quel mondo all’interno del quale ha trascinato, quasi fosse una missione, generazioni di alunni del Liceo Classico “Terenzio Varrone” di Rieti dove ha insegnato per diversi decenni. Apprezzatissimo ed amato non solo dagli studenti ma anche dai colleghi, ha saputo lasciare nelle coscienze di chi ha avuto la fortuna di incontrarlo quello che si chiama segno indelebile dell’ingentilimento spirituale, andando ad instillare negli animi il seme dell’umanesimo. E così, anche a distanza di qualche anno dalla pensione, sono tanti gli ex allievi che avevano stabilito con lui delle affinità elettive tali da garantire, nel tempo, l’intrattenimento di rapporti duraturi e di grande stima. Aveva studiato alla Sorbona di Parigi, il prof. Sergio Carmesini, e diversi sono stati i prestigiosi riconoscimenti che lo hanno gratificato in vita. Basti ricordare che è stato finalista del prestigioso “Ossi di Seppia” ma anche vincitore del Premio internazionale di poesia e narrativa “Pescara Arte 1993”. E l’amore per la cultura ed il mondo classico lo ha condiviso fino alla fine, in un rapporto simbiotico e di compenetrazione di anime, con la sua amata moglie e collega, professoressa Tiziana Santoprete. A lei, in particolare, giunga l’abbraccio forte ed il conforto delle socie di “Polymnia” di cui è presidente. “Una corrispondenza d’amorosi sensi continuerà a legare Tiziana e Sergio, in un rapporto intimo e sublime”.





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