Amatrice, la sentenza che fa giustizia!
di Rossana Alessandrini
Dopo un lungo e complesso iter giudiziario durato cinque anni, il Tribunale ha emesso una sentenza che segna un momento di giustizia per la Famiglia Capriotti Lombardo e per tutte le vittime dei crolli avvenuti durante il terremoto di Amatrice. Il Giudice Gianluca Morabito, presiedendo il caso, ha stabilito che il crollo dell’edificio non è stato il risultato inevitabile e imprevedibile del sisma, ma è stato invece aggravato da difetti strutturali preesistenti. Una conclusione che ribalta l’idea di un evento esclusivamente naturale, evidenziando responsabilità dirette nella progettazione e costruzione dell’immobile.
La causa è stata intentata da Annamaria Lombardo, Federica Capriotti e Massimo Capriotti, anche in qualità di eredi delle vittime Fabiana Capriotti e Delia Lellette Iezzi, ed è stata condotta con la rappresentanza legale degli avvocati Gregorio Equizi, Gianna Giardini e Quirino Mescia. La convenuta, Elvira Spagnoli, è stata difesa dall’avvocato Riziero Angeletti. Il fulcro della controversia si è basato sull’applicazione dell’articolo 2053 del Codice Civile, che regola la responsabilità per rovina di edificio, e su una dettagliata Consulenza Tecnica d’Ufficio redatta dal professor Iervolino dell’Università Federico II di Napoli. Quest’ultimo ha evidenziato come il crollo non sia stato semplicemente una conseguenza del terremoto, bensì il risultato di una struttura già compromessa, incapace di sopportare le sollecitazioni sismiche proprio a causa di gravi difetti costruttivi.
In merito alla sentenza, l’avvocato Gregorio Equizi ha dichiarato: “La sentenza rende giustizia alla Famiglia Capriotti Lombardo e a tutte le vittime dei crolli. Ha infatti ribadito, sulla base di una complessa ctu redatta dal professor Iervolino, che il terremoto di Amatrice non è stato affatto un evento eccezionale o imprevedibile e che il crollo è avvenuto a causa dei difetti strutturali dell’edificio crollato.”
L’avvocato ha inoltre sottolineato l’importanza di una riforma legislativa che possa offrire maggiore tutela alle vittime di calamità naturali, spiegando: “Per garantire effettività al risarcimento ottenuto, sarebbe necessario introdurre una legge che preveda un indennizzo per tutte le vittime delle calamità naturali.”
Ha poi aggiunto: “Anche la proposta di un’assicurazione obbligatoria sulla casa dovrebbe essere valutata con attenzione, senza pregiudizi politici, perché finirebbe per premiare i proprietari di abitazioni sicure e consentirebbe un’analisi dei rischi su tutto il territorio nazionale.”
Infine, portando un esempio concreto, ha commentato: “Noi avvocati, ad esempio, siamo stati obbligati per legge a pagarci una polizza professionale. Perché chi affitta la propria casa non potrebbe esserlo?”
La decisione rappresenta un passo importante per le vittime di Amatrice, ma solleva anche la necessità di un’analisi più ampia riguardo alla capacità del sistema normativo italiano di rispondere adeguatamente alle emergenze causate dalle calamità naturali. È fondamentale riflettere su come il Paese possa dotarsi di strumenti legislativi più tempestivi ed efficaci, che non solo affrontino le conseguenze dei disastri, ma che siano in grado di prevenirli e di garantire risarcimenti rapidi e giusti alle vittime, proteggendo così in maniera più solida la sicurezza dei cittadini e il loro benessere.






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