di Valerio Pasquetti
RIETI – La NPC annaspa nei meandri di una classifica difficilissima. Gli arancio-celeste – un abbinamento di colori stravagante che rammenta almeno in parte la Virtus Rieti di Davide Angeletti – sono ultimi con sole 5 vittorie su 29 partite giocate. Ciò non toglie che la NPC sia sempre in corsa per la salvezza diretta: basterà superare la derelitta Chieti di Lino Lardo (squadra inesistente per problemi societari) ed NPC sarà ai play out. In ogni caso la stagione, come le precedenti da un lustro a questa parte, sarà ricordata come la peggiore della gestione-Cattani. La retrocessione nell’anno del covid; il titolo sportivo rilevato da Piacenza ed ancora una retrocessione con ogni responsabilità per una squadra oggettivamente mediocre attribuita al povero Gabriele Ceccarelli; due tornei in B Nazionale – quello odierno in specie – rammentati per insufficienza congenita. Senza una vera “società”: non un team manager, non un direttore sportivo (la mancanza di Gianluca Martini pesa come un macigno), con il Presidente a fare le pentole ed i coperchi e qualche esecutore materiale ad eseguirne i comandi. Squadre anche costose, costruite senza una testa ed una coda; giocatori americani a dir poco in pensione – Roderick prima, Thomas poi – che sono stati causa di problemi enormi e basta, oltre a costare molti denari. Cambi repentini affidati in origine a Ponticello, poi a Paternoster, adesso di nuovo a Ponticello (un maestro della pallacanestro e della vita) che sta tentando di salvare il salvabile. Nelle ultime partite (perse) l’opinione di tutti si è incentrata sulla mancanza di giocatori, come se l’influenza fosse un male di stagione che colpisce soltanto la NPC o, ancora, gli infortuni che sono prassi di questo sport, siano un’esclusiva della squadra di Giuseppe Cattani. Sottacendo in merito alla scelta di prendere Thomas e, poi, di privarsene. Piuttosto vi sarebbe da riflettere sull’ingaggio di atleti oggettivamente inaffidabili o, ancora, sulla ragione che ha spinto reiterati cambi con i nuovi entrati sovente peggiori di coloro che sono stati liquidati. E’ stata creata un’accozzaglia di giocatori senza costrutto che il “povero” Ponticello sta tentando di riequilibrare. La Rieti dei canestri si chiede per quale ragione Giuseppe Cattani – indomito ed immarcescibile nel suo “memento audere semper” – dopo aver avuto il monopolio del basket amaranto celeste (non arancio-celeste!) per una decina di anni, la disputa di campionati che hanno fatto la storia dello sport in Sabina, perseveri da un lustro in una gestione che ne sta offuscando pesantemente l’immagine, per il seguito di un nugolo indomito di sportivi i quali, sabato sera, erano presenti in (ben) 103 compresa la dirigenza! (Valerio Pasquetti)






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