di Gianfranco Paris
I FATTI DELLA REPUBBLICA ROMANA A RIETI E IN SABINA – Post. n. 7 – 23 gennaio 2026
Garibaldi parte da Macerata alla volta di Rieti
Dopo varie peregrinazioni nell’Italia del nord tra ottobre e dicembre del 1848 nel tentativo di dare una mano alle forze rivoluzionarie dove ce ne fosse bisogno, Garibaldi era stato confinato a Macerata in attesa che la Repubblica, della quale si era messo a disposizione, lo chiamasse con incarichi precisi.
Nell’attesa era stato eletto alla Costituente come deputato delle Marche e si adoperava per la formazione di una Legione a difesa della Repubblica che a Macerata stava già diventando consistente. Intanto pensava ad una precisa strategia. Rieti sembrava a Garibaldi più acconcia per la formazione della Legione, da lì avrebbe potuto ricevere facilmente munizioni da Roma, e soprattutto tradurre in atto il suo disegno di invadere il Regno delle due Sicilie, cosa che gli riuscì di fare solo nel 1860. Il Governo, che temendo la vicinanza di Garibaldi lo teneva a Macerata, non riuscì ad impedirne la partenza. Il 13 gennaio gli dovette concedere il permesso di acquartierarsi a Rieti donde avrebbe potuto tenere d’occhio il confine napoletano situato a Villa reatina ed essere al caso pronto per accorrere a Roma.
Il 23 gennaio finalmente partì per Rieti. Mentre però la sua Legione, forte di 500 uomini, tenne la via di Tolentino, Foligno, Spoleto, Terni e Rieti, egli, per esaminare i confini tra la Repubblica (ex Papato) e il Regno delle Due Sicilie, passò a cavallo per Ascoli, Arquata del Tronto, Norcia, Cascia, Ruscio, Morro Reatino dove fu salutato dal patriota Bernardino Blasi, e finalmente, sceso a Piediluco, in una carrozza mandatagli dal comune di Rieti per risparmiargli i dolori artritici di cui soffriva, arrivò la notte del 29 gennaio a Rieti, dove la Legione, accolta festosamente dalla Banda musicale e dalla Guardia civica, fra le tre e le quattro pomeridiane, per la stessa Porta Cintia era entrata. Giunse altresì la Cavalleria dell’alto Reno, condotta da Angelo Masini oltremodo stremata dalle faticose marce.
Nella foto: Porta Cintia dalla quale arrivarono Garibaldi e la Legione, come era all’epoca vista dall’esterno e dall’interno (foto collezione Mario Scardaoni)






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