Il progetto Rinascita del Velino ha ottenuto il 3° Premio nel concorso di progettazione bandito dal Comune di Rieti per la valorizzazione del patrimonio naturale del fiume Velino. La proposta nasce con un obiettivo chiaro: ricucire il rapporto tra città e fiume, rendendo il lungofiume più accessibile, continuo e vissuto. L’idea è stata quella di un ana ricucitura urbana fatta di “spazi-soglia”.
Il masterplan infatti si innesta nel cuore della città e agisce come una sequenza di spazi-soglia: luoghi di passaggio e di incontro tra il tessuto storico consolidato e una serie di aree oggi marginali, discontinue o poco fruibili. L’idea è trasformare il margine fluviale in un paesaggio pubblico contemporaneo, capace di accogliere attività quotidiane, socialità e momenti culturali.
Il concept? Un “limes” poroso tra città e fiume
Nella sostanza, alla base del progetto c’è la relazione storica tra Rieti e il Velino: da un lato il fiume come risorsa, dall’altro come elemento capace di invadere la città con le esondazioni, generando danni ma anche fertilità e cicli produttivi stagionali. In questa fascia di transizione il progetto riconosce un limes poroso e permeabile: un confine vivo in cui la città “si sporge” verso l’acqua e il fiume “si affaccia” verso la città. La parola chiave diventa propensione: un vicendevole andare verso, che produce nuovi spazi, nuove relazioni e nuovi usi.
Il masterplan si articola in tre poli, collegati da una dorsale continua di mobilità dolce, pensata come esperienza lineare e accessibile lungo le sponde.
1) La città che si apre: da Via dei Pozzi al Velino
Nel quartiere dei Pozzi la separazione tra città e fiume è oggi molto forte, a causa del dislivello e dei muri di contenimento. Il progetto interviene proprio su questa soglia: tra le strade introverse del quartiere si apre un varco che conduce verso il fiume attraverso gradonate e spazi verdi. Il cuore del polo è un anfiteatro che è anche piazza: uno spazio pubblico pensato per la vita cittadina e per la nuova vocazione studentesca.
Sul bordo dell’acqua si immagina un nuovo argine con pedane lignee, aree di sosta e un tratto protetto per l’imbarco e la sosta di piccole imbarcazioni (a remi, canoe, tinozze). Forme organiche, materiali naturali e un rafforzamento della presenza arborea completano l’impianto.
2) Ponte Romano e giardino fluviale
Ai piedi del Ponte Romano, nodo storico delle dinamiche sociali, il percorso pedonale viene ampliato con un sistema di passerelle e affacci che si avvicinano al fiume o se ne distaccano, costruendo viste mirate verso le emergenze storiche. Ne deriva un vero giardino fluviale: luoghi di sosta, anse più raccolte, verde abbondante e accessi diffusi che attenuano il dislivello tra la passeggiata e l’argine.
Il progetto si pone come intervento “misurato”: si accosta al centro storico senza competere, valorizzandone la scena urbana come fondale.
3) Parco ripariale e navigabilità leggera
In prossimità del Ponte Giovanni XXIII si propone un ambito più naturalistico, organizzato come parco ripariale con giardini tematici e accessi diretti all’acqua. Qui il progetto recupera la vocazione di navigabilità leggera sul Velino, con piccole imbarcazioni a remi, canoe e tinozze, in continuità con la tradizione della Festa del Sole / Palio della Tinozza. Pedane sull’acqua e percorsi continui definiscono uno spazio dedicato ad attività all’aperto e socialità.
Giardini tematici: una sequenza lungo il Velino
La rete di mobilità dolce è scandita da una serie di Giardini Tematici, interventi puntiformi su anse, penisole e slarghi in contatto diretto con il fiume. Sono piccoli spazi riqualificati attraverso installazioni artistiche permanenti o temporanee, con un carattere narrativo.
Tra questi:
- un giardino dedicato al tema “Donne reatine e il fiume Velino”, rileggendo il lavoro fluviale ottocentesco come fattore di autonomia;
- un ambito legato alla Valle Santa e alla presenza francescana, con una pavimentazione ispirata alle decorazioni della Basilica Superiore di Assisi, come elemento di connessione visiva tra le macro-aree;
- il Giardino dell’Indaco, che rievoca il passato proto-industriale del Velino come spazio espositivo flessibile.
Accanto a questi, il progetto prevede anche spazi neutri, essenziali e disponibili per iniziative civiche e installazioni temporanee.
Un progetto sostenibile, accessibile e utilizzabile tutto l’anno
Rinascita del Velino adotta criteri di sostenibilità ambientale e sociale: materiali locali, tecnologie a basso impatto e incremento delle alberature. L’obiettivo è uno spazio pubblico accessibile e inclusivo, capace di valorizzare il patrimonio paesaggistico e storico di Rieti e di garantire un uso continuativo durante tutto l’anno, grazie a scelte microclimatiche e vegetazionali orientate al comfort in tutte le stagioni.
CREDITS
Progetto architettonico: Spazio Trasversale Architects — Arch. Artemis Papakosta, Arch. Simone Damiani
Sito: https://www.spaziotrasversale.com/
Consulenza Storica: Dott.ssa Rita Giovannelli
Mandatario: Arch. Paolo Lancia
Progettista delle strutture: Ing. Daniele Rossetti
Render: VEMA Studio — Arch. Luca Manca
Studio di Fattibilità: Geom. Egidio Damiani
Relazione Geologica: Geol. Roberto Seri
Giovane Professionista: Ing. Placido Malagrinò
Rilievo Topografico: Ing. Cristiano Giamogante
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