Quando la memoria diventa propaganda accade che, a Cantalice, il locale circolo di Fratelli d’Italia pone
una targa in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata in un luogo isolato e per di
più vicino alla casa di Armando Nobile, partigiano. Accade anche che quella targa viene apposta con
un’autorizzazione provvisoria rilasciata dall’Amministrazione comunale, di cui Fratelli d’Italia è forza di
maggioranza. Accade poi che l’autorizzazione scade, ma la targa rimane al suo posto. Sia chiaro: il Partito
Democratico di Cantalice non ha mai messo in discussione la doverosa memoria delle vittime delle foibe
e dell’esodo giuliano-dalmata. Al contrario. Riteniamo che quella tragedia debba essere ricordata con
serietà, verità e rigore attraverso percorsi di memoria condivisa, capaci favorire conoscenza storica e
riflessione collettiva. E proprio per questo, come già fatto pubblicamente, contestiamo quanto accaduto.
Contestiamo il luogo individuato, la cui scelta non è casuale e non è neutra. Contestiamo il comportamento
dell’Amministrazione comunale, che non onora la solennità civile del Giorno del ricordo, e che, a scadenza
dell’autorizzazione, non interviene né chiarisce definitivamente la propria posizione: un silenzio che di
fatto legittima l’irregolarità. Le istituzioni hanno il dovere di custodire la memoria con equilibrio e
responsabilità. Quando questa memoria viene piegata a finalità di parte e le procedure non vengono
rispettate, non si tratta più di autentico intento commemorativo, ma di provocazione politica.
Un’operazione di propaganda che quasi oltraggia la memoria che dichiara di voler difendere. Il Partito
Democratico di Cantalice continuerà a sostenere una cultura della memoria fondata sul rispetto di tutte
le vittime, sulla verità storica e sulla capacità di costruire consapevolezza, non contrapposizioni.
Il circolo PD di Cantalice





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