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“Allarme rosso nella sanità reatina”

di Alberto Paolucci

“Negli ultimi mesi di reggenza dell’amministrazione del direttore Rodolfo Gianani, come Uil, eravamo pronti a dover assistere, da parte sua, ad azioni alle quali ci saremmo opposti, tutto era nell’aria, ma quello che si sta prefigurando oggi è un clima da vero e proprio allarme rosso per la sanità reatina: appalti, esternalizzazioni, convenzioni con i privati e tanto  precariato. Come Uil non possiamo di certo stare a guardare e, se la nostra azione ostativa non basta a fermare il direttore Gianani, non possiamo non chiamare in causa il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, anche nelle sue funzioni di commissario ad acta della Sanità regionale. Zingaretti deve bloccare tutte queste azioni che, altro non sono che una tentata liquidazione della sanità pubblica a vantaggio di imprese private che producono, o produrranno, profitti sulla salute dei cittadini. Quello che più ci pesa constatare è l’assordante silenzio dei rappresentanti politici del territorio che compongono la maggioranza dell’amministrazione regionale che, nonostante gli atti prodotti, non rispondono alle sollecitazioni per frenare lo spacchettamento aziendale della nostra sanità in tante piccole aziende private, operazioni di cui la Uil conosce bene i risultati sul territorio avendone potuto constatare gli effetti nelle aziende private. Presidente Zingaretti, il nostro è un appello: a questo territorio l’unico ossigeno che serve per salvare l’agonizzante sanità è l’attenzione della Regione Lazio sugli ultimi atti sciagurati di un direttore contestato da tutti, che dal primo giorno del suo mandato ha proposto e imposto progetti di privatizzazione. Chiediamo la sua attenzione, l’attenzione alle richieste di aiuto dei cittadini che credono in un nuovo corso della Regione, chiediamo le deroghe per l’azienda reatina, così come sono state concesse da lei ad altre aziende; chiediamo il mantenimento dei LEA anche per i cittadini che sono in questa provincia. Non vogliamo più liquidatori mascherati da direttori, non vogliamo colpi di mano da parte di un direttore che ha prodotto già danni  alla cittadinanza, all’azienda, e anche alla politica in grado di nominare, ma non di rimuovere”.

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