Cultura e Spettacolo

Antrodoco, il Rione Rocca di Fondi vince il Palio

24 arcieri, 4 a rione. Ragazzi e ragazzi concentrati con arco e freccia a
centrare l’obiettivo tra incitamento e applausi di un pubblico
numerosissimo: figuranti dei diversi 6 rioni – Lu Bagnu, San Terenziano,
Rocca di Corno, Rocca di Fondi, La Cona e Centro Storico – e pubblico
arrivato da paesi e regioni vicine. Alla fine, passando per lo spareggio
tra Rione Rocca di Fondi e Rione Centro Storico (terzo il Rione Cona),
vince il primo, aggiudicandosi il Palio Madonna del Popolo, opera
realizzata dall’artista Fabio Grassi. Nel Palio, l’immagine della Madonna,
l’iconografia tradizionale che incontra suggestioni contemporanee, in un
dipinto su tela con interventi in foglia oro.

Quel che si è tenuto ieri ad Antrodoco non è stato un semplice appuntamento
con gli eventi estivi di un paese, solitamente nel segno del folklore e
della gastronomia, ma un singolare e partecipato ritorno al passato
medioevale che Antrodoco visse tra il 1228 ed il 1371.

Non solo un corteo, ma la rappresentazione degli episodi più emblematici e
decisivi che segnarono una terra al tempo, suolo di vita, strategie,
inganni e battaglie, tensioni e accordi, per 6 dei 99 castelli che
contribuirono alla fondazione di L’Aquila, con protagonisti re, regine e
papi, comandanti ed eserciti, prigionieri, boia e streghe, castellani e
dame, corte e popolo.

Ad organizzare la rievocazione del “Castaldato di Antrodoco. Palio Madonna
del Popolo” – l’evento è stato patrocinato oltre che dal Comune, da
Provincia di Rieti e Comunità Montana – la Pro Loco e la Misericordia
locali con la collaborazione della Compagnia Arcieri di San Giovanni
Reatini che ha allenato i nascenti arcieri di Antrodoco ed ha contribuito
fattivamente al racconto di un epoca, supportando nell’ideazione e
partecipando con un tiratori, ballerini, mangiafuoco e simulazioni di
combattimenti.

Agli occhi di oltre mille persone che hanno riempito piazze e viuzze per
l’intero pomeriggio di ieri – presente tra le autorità anche Sua Eccellenza
il Prefetto di Rieti, Chiara Marolla – colori e suggestioni, frutto di un
evidente tenace lavoro, sostenuto da ciascuno dei rioni per settimane,
spesso fino a tardissima notte, alle prese con la realizzazione di abiti e
bandiere, armi e mezzi di trasporto del periodo, senza farsi mancare
tamburi e chiarine, portando in strada con attenzione cavalli, agnellini e
galline.

Per gli organizzatori ha vinto un paese che per indole e cuore, ha, come
forse mai nella sua recente storia, partecipato quasi al completo e coeso,
perché oltre ai figuranti importante è stato il contributo anche di chi si
è dato da fare dietro le quinte come di coloro che, singoli cittadini e
attività commerciali, hanno dato il loro sostegno andando oltre le
difficoltà.

Al Rione Rocca di Fondi ora il compito e la responsabilità di aver cura di
un Palio che è anche icona raffigurante la Madonna del Popolo, benedetta al
termine della messa domenicale di ieri nella Chiesa di Santa Chiara. Alla
Madonna delle Grotte, molto venerata in paese, è andato invece il dono di
un opera in tombolo realizzata dalla maestra di tombolo Lidia Ermini.

Il finale è stato col fuoco e di forte effetto.

Tra balli ed esperienze d’altri tempi, grazie anche alla partecipazione
nella giornata di sabato, dei falconieri “Falcong” e dei lanciatori di
coltetti “Skat” e ieri del “Gruppo Storico di Roccantica” e dei cantori
“Histriones Carbij” – coinvolti, i primi su iniziativa del Rione La Rocca ed
i secondi del Rione Lu Bagnu – i due giorni di manifestazione si sono
chiusi con il pasto del viandante in taverne ed osterie del centro e lo
spettacolare incendio della Rocchetta, simulazione ad hoc, con fuochi
d’artificio, del momento in cui l’antica rocca fu rasa al suolo nel 15esimo
secolo o, secondo leggenda, fatta bruciare per dispetto dalla Regina
Giovanna II, detta “La pazza”.

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