AREA RIETI: SANITA’ PUBBLICA, MUSSOLINI L’HA CREATA , RENZI LA CANCELLA

Gen 28, 2016 | Altre Notizie | 0 commenti

Negli anni 20, dello scorso secolo, l’allora presidente del consiglio, cav. Benito Mussolini, decretò che la salute era un diritto primario del cittadino, e come tale doveva essere garantito dallo Stato, gratuitamente. In pochi anni si debellarono malattie endemiche come la TBC e la malaria, si alzò in modo notevole l’età media della popolazione. Vennero nazionalizzati gli ospedali cattolici, perché il fascismo non accettava che la sanità venisse erogata come atto caritatevole, ma doveva essere un diritto garantito dallo Stato a tutti, nella stessa misura e con la stessa qualità. Negli anni la sanità italiana è stata, al di là delle polemiche, spesso e volentieri strumentali, un fiore all’occhiello della nostra Patria. Ancora l’anno scorso l’OMS, organizzazione mondiale della sanità, sottolineava come l’Italia, insieme al Giappone, fosse il paese con l’aspettativa di vita più alta, e con la morbilità (possibilità di ammalarsi) più bassa del mondo occidentale. Questo a fronte di una spesa media pro capite tra le più basse dell’Occidente, 1\3 di quella statunitense. E la stessa organizzazione spiegava come questo risultato fosse reso possibile dal fatto che la sanità italiana era per la gran parte pubblica. Più efficiente e più economica quindi. Ed ovviamente cosa fa il governo Renzi, nel silenzio assordante di una sinistra che si occupa di omossessuali e migranti ed una destra che litiga sulle candidature? Con un colpo di mano cancella di fatto la sanità pubblica italiana. E si, il famoso decreto sull’appropriatezza terapeutica in questo si traduce, poiché renderà a pagamento la gran parte degli esami, compresi quelli del sangue e la gran parte degli accertamenti strumentali. E così dopo aver devastato le strutture ospedaliere in nome di una razionalizzazione, che si è tradotta in meno personale e peggior servizio con un aumento esponenziale dei decessi, oggi si va ad eliminare anche gran parte della medicina preventiva, vero gioiello della nostra sanità. Di questo nessuno parla, tranne i medici di base ai quali vigliaccamente è stato delegato dover spiegare ai pazienti che non hanno più diritto a controllarsi il colesterolo o i trigliceridi, se non una volta ogni 5 anni, o a farsi una TAC o una RMN, a meno che non abbiano un tumore acclarato. Nessuno parla perché le lobby della sanità privata, oramai in gran parte in mano alle multinazionali del farmaco, detengono gran parte dell’informazione pubblica, e sono tra i maggiori finanziatori delle manifestazioni tipo Leopolda. E così, dopo un secolo, la salute torna ad essere un privilegio per ricchi. Anche questa è memoria.

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