Bollette pazze recapitate ai Sindaci? Tutto come previsto. Oggi fanno tutti finta di “cascare dal pero”

Mag 14, 2021 | News | 0 commenti

Se fosse un film dovremmo parlare di “C’eravamo tanto amati” con tanto di scorrimento di titoli di coda dove alla fine tutti, ma proprio tutti, dovrebbero fare mea culpa e chiedere scusa ai cittadini che sono quelli che pagano per tutti, come sempre accade quando la politica è incapace di governare certi processi.

Il consigliere regionale Refrigeri, esponente del PD, parla di una gestione disastrosa di Acqua Pubblica Sabina chiedendo a gran voce un cambio di passo e facendo da megafono alla protesta dei Sindaci della Provincia che si sono visti recapitare, in questi giorni, mega bollette con importi monstre per il consumo di acqua delle fontane pubbliche.

Gli stessi Sindaci che si accorgono solo ora della gestione tariffaria di Aps (che applica quanto proposto dall’Ato) probabilmente perché ne sono stati letteralmente investiti in prima persona dallo “tsunami economico” delle spropositate tariffe applicate e nulla hanno detto o fatto (con l’eccezione di qualche primo cittadino) quando a lamentarsi sono stati i loro concittadini che da tempo sono costretti a pagare l’acqua del rubinetto più del Brunello di Montalcino.

C’è una (consapevole) confusione e tutti fanno finta di accorgersi solo oggi della pessima gestione di una società interamente pubblica che, per definizione, ha bisogno di coprire con i ricavi i rispettivi costi che stanno sempre più lievitando per delle precise scelte strategiche fatte dall’azienda stessa. Si sono moltiplicate in quest’ultimo anno i costi per le assunzioni di personale e per consulenze. Chi ha la pazienza e la voglia di andarsi a divertire sul sito di Aps troverà conferma di tutto ciò.

Ad ottobre scorso scrivemmo ad ognuno dei Sindaci della Provincia di Rieti per renderli consapevoli delle tante disfunzioni che caratterizzavano l’operato di Aps e che avevamo ripetutamente denunciato, invitandoli a porre particolare attenzione alle tariffe che da lì a qualche giorno sarebbero state portate alla loro attenzione da parte dell’ATO2 per la relativa approvazione.

Risultato? Qualche scaramuccia iniziale con i vertici di Acqua Pubblica Sabina che impegnandosi ad un lieve ritocco a ribasso delle tariffe hanno alla fine ottenuto  l’approvazione del nuovo piano tariffario fino al 2022, in cambio dell’apertura di qualche sportello nei Comuni più riottosi cercando di accontentare tutti a prescindere dall’appartenenza politica.

Apprezziamo comunque la presa di coscienza che, anche se arriva con qualche mese di ritardo, è certamente un primo segnale incoraggiante ma non si può continuare a giocare a nascondino, rimpallandosi le responsabilità. Un dato emerge con forza ovvero che tutte le società interamente pubbliche hanno bisogno dell’integrale copertura dei costi con le tariffe.

Ora, partendo da tale assunto, Aps sta facendo quello che ha fatto fino ad ora con qualunque altro utente privato ovvero sta inviando a tutti i Comuni bollette in acconto sul maggior dovuto che verrà quantificato a fine anno in sede di conguaglio quando nel chiudere i propri bilanci si accorgerà se quando fino a quel momento incassato sarà sufficiente a coprire integralmente i costi che saranno sicuramente lievitati, rispetto al preventivato, se continuerà ad assumere personale e a spendere risorse per consulenze ed incarichi.

Ciò che è mancato fino ad ora è la latitanza della funzionalità degli organismi di controllo appositamente costituiti, il Comitato di Controllo Analogo e l’Assemblea dei Sindaci, senza dimenticare l’Organismo Interno di Vigilanza, che hanno statutariamente il delicato compito oltre che l’obbligo di esercitare una analitica e stringente azione di verifica dell’operato della società.

Questo a nostro avviso è il punto di caduta su cui si dovrebbe aprire una seria riflessione finalizzata a capire altresì il grado di soddisfazione dei cittadini verso Aps.

Da rilevare infine una curiosa quanto camaleontica affermazione del Presidente di Aps Maurizio Turina il quale, in risposta ai Sindaci, promette l’impegno a rivedere le tariffe come se la revisione di quest’ultime fosse una sua prerogativa e non dell’Ato.

Di fronte alle proteste dei cittadini, qualche mese fa, contrariamente a quanto sostenuto oggi, si affrettò a scaricare le colpe sull’Ato dicendo che era l’unico soggetto legittimato alla predisposizione delle tariffe, avendo Aps solo il compito di applicarle. Ai Sindaci, ci risulta particolarmente adirati di fronte alle esose richieste, assicura, invece, il contrario.

Mutuando un antico detto, “debole con i forti (i Sindaci) e forte con i deboli (i cittadini)”.

I consiglieri comunali Andrea Sebastiani, Giosuè Calabrese, Roberto Casanica

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