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Buon contratto anche per l’Italia oltre che per i metalmeccanici reatini

di Giuseppe Ricci

Ieri a Padova all’assemblea nazionale dei metalmeccanici c’eravamo anche noi a rappresentare quelli reatini.

Quello appena rinnovato e’ un contratto importante, perché garantisce in un momento di crisi dell’economia italiana e in particolare del settore industriale non solo il potere d’acquisto dei salari dei lavoratori metalmeccanici, ma migliora positivamente le parti normative del contratto, in particolare intervenendo sulla flessibilità degli orari coniugando quest’ultima, sia sul versante delle imprese, che su quello delle persone.

Oltre alle flessibilità nell’orario – risponde – per le quali abbiamo previsto un incremento delle maggiorazioni e indennità turno, abbiamo potenziato anche l’uso del part-time;abbiamo inoltre esteso le protezioni sulle malattie lunghe, aumentando i periodi di

copertura salariale al 100% e innalzando dal 50% alli’80% i periodi successivi, e sul fronte del welfare integrativo abbiamo triplicato il contributo aziendale destinato al fondo di sanità integrativa Metasalute; mentre nella disciplina delle malattie brevi abbiamo tutelato le patologie gravi e per la prima volta escluse tutte le malattie connesse agli stati di gravidanza delle donne.

In riferimento alla mancata Firma della FIOM si precisa che oggi la stessa fa più politica che sindacato a riprova di cio’, il fatto che ha sottoscritto solo due contratti nazionali su sei, d’altronde se un sindacato frequenta solo talk show televisivi e aule dei tribunali, non contratta e non fa accordi, in sostanza ha smesso di fare sindacato e diventa uno dei tanti soggetti della politica.

Per noi questo contratto rappresenta un modo per dare risposte concrete ai metalmeccanici che nei tre anni  avranno una ridistribuzione di  6 miliardi di € ai quali si aggiungeranno i 2 previsti nell’accordo sulla produttività , questo a nostro avviso dovrebbe fare un governo con G puntare sulla crescita.

Queste sono alcune domande a cui noi abbiamo dato risposte:

Abbiamo tutelato i salari dall’inflazione ?​​​SI

Abbiamo migliorato la tutela delle malattie ?​​​SI

Abbiamo aumentato le maggiorazioni per il lavoro notturno ?​​​SI

Abbiamo evitato la unilateralità delle imprese sull’orario ?​​​SI

Abbiamo reso i permessi per i lavoratori, concedibili anche senza preavviso ?​SI

Abbiamo introdotto il diritto garantito al part-time ?​​​SI

Abbiamo avuto gli aumenti fin dal 1° giorno del nuovo contratto ?​SI

Abbiamo concluso il nuovo contratto senza un’ora di sciopero ?​​​SI

Restiamo sempre in attesa (dal 2001) che altri possano fare meglio:

• I contratti firmati solo da FIM e UILM nel 2001, nel 2003, nel 2009 e quello attuale hanno aumentato i salari di 397 euro al mese. Quanti soldi nello stesso periodo hanno portato ai lavoratori i denigratori del nostro contratto  ?

• Il trattamento economico di malattia previsto dai precedenti contratti firmati unitariamente, faceva la somma di tutte le malattie nel triennio. E’ vero o no che abbiamo notevolmente migliorato il trattamento economico cancellando la sommatoria nel triennio e che sono aumentati i periodi retribuiti al 100% e i periodi prima retribuiti al 50% oggi vengono retribuiti all’80%  ?

• La penalizzazione delle malattie brevi era già prevista con un meccanismo di somma triennale dai contratti firmati unitariamente fin dal 1994. E’ vero o no che con la modifica del nuovo contratto abbiamo migliorato il meccanismo ?

• Per fare i contratti firmati unitariamente nel 2006 abbiamo fatto 68 ore di sciopero e nel 2008, 48 ore di sciopero. Inoltre gli aumenti sono partiti con un ritardo di 1 anno in un caso e 6 mesi nell’altro.

Quanti soldi hanno perso i lavoratori nei precedenti contratti ?

Agli scettici, in buona fede, chiediamo di leggere il contratto e di fare un po’ di conti.

Ai denigratori consigliamo di tornare a fare sindacato, in modo da portare risultati concreti e non solo chiacchiere.

Gli altri fanno bene a fare delle domande, noi oltre a questo diamo anche delle risposte.

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