Politica

“Ora la sinistra colpisce anche il Manni”

di Sonia Cascioli

Oggi è andata in scena un’altra biasimevole pagina della politica cittadina. Un’altra occasione in cui protagonista è stata una politica evidentemente malata, incapace di dare risposte concrete alle tante domande che vengono dalla città. Una città dove ormai anche i sampietrini divelti, i vasi dagli splendidi colori tendenti al giallo arido, i parchi rigogliosi di erbe incolte hanno perso il fiato in un incessante, inascoltato grido di aiuto. E allora cosa c’è di meglio che nascondere ancora una volta la testa sotto la sabbia, arrivando a svendere il proprio ruolo in cambio di un improbabile parere di inaccoglibilità degli ordini del giorno formulato per l’occasione da un’incerta vice segretaria comunale?! Ancora una volta la politica, quella che si riempie la bocca solo di slogan preconfezionati, ha preferito nascondersi dietro una interpretazione di un articolo regolamentare pur di evitare il confronto su temi che rappresentano concrete istanze dei cittadini. Per questo tipo di politica, infatti, la raccolta di oltre cento firme operata dai ricoverati all’istituto Manni e dai loro familiari per tentare di salvaguardare il centro di cottura situato all’interno della casa di riposo, considerato un’eccellenza per i ricoverati e le loro famiglie, non rappresenta un fatto sufficientemente degno di immediata discussione in aula consiliare. E già! È veramente triste che la politica si rifugi dietro alchimie da quattro soldi incapace di sostenere lo sguardo, inaridita dietro compitini confezionati a casa, disdicevole come evidentemente è stato disdicevole il gioco alla rincorsa messo in campo dalla maggioranza che ha inaugurato una nuova prassi, ovvero quella di rispondere ad un ordine del giorno con un altro ordine del giorno sullo stesso argomento. Evidentemente per certa politica ciò che è prioritario non è la risoluzione delle questioni che attanagliano la città, bensì assumersi la paternità delle iniziative. L’ho scritto in altre occasioni: la città non merita questo dilettantismo ipocrita figlio di una saccenza inopportuna, patrigno di tanti incomprensibili naufragi.

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