Politica

Cascioli-Sebastiani: “Perché pagare l’assenteista Di Paolo?”

SONIA CASCIOLI – ANDREA SEBASTIANI
“UNITI PER RIETI”

“Bisogna tagliare i costi della politica ed azzerare le spese inutili”! Questo uno dei tanti slogan con il quale il sindaco di Rieti, Simone Petrangeli, ha infarcito il suo programma elettorale. La storia, a distanza di due anni e mezzo dalle elezioni, ha raccontato però una realtà diversa, molto diversa, fatta di inconcludenza, ignoranza amministrativa, persecuzioni epurative da un lato ed elargizioni a favore di pochi eletti dall’altro. Oggi ci chiediamo come sia possibile continuare a pagare Diego Di Paolo, un assessore completamente avulso dalle dinamiche del suo assessorato, che primeggia solo in termini di assenze da quell’assise che lo dovrebbe vedere invece protagonista: dall’inizio dell’anno al 13 novembre scorso (secondo i documenti forniti dalla segreteria generale) solo 8 presenze su 58 riunioni di giunta. E’ come voler dire mancare dal lavoro 87 volte su 100 continuando però a percepire lo stipendio. Tradotto in termini di provvedimenti adottati, Di Paolo ha garantito il suo apporto “multiculturale” in sole 26 delle 221 delibere adottate nello stesso periodo che, in termini percentuali, vuol dire poco più dell’11% del totale. Oggi assistiamo alla vergognosa dichiarazione del sindaco sulla chiusura della biblioteca e Di Paolo si premura di far sapere che non l’ha scritta lui né conosce chi ne sia l’autore. Siamo di fronte ad una gestione realmente preoccupante della cosa pubblica, accentrata nelle mani di pochi eletti appartenenti al ristretto cerchio magico del sindaco, che ha saputo solo tagliare nastri di opere progettate e finanziate da altri, senza neanche avere il buon gusto di ricordarne gli autori, e riempirsi la bocca di presunta trasparenza e legalità del tutto autoreferenziata. La realtà della gestione fallimentare e tutt’altro che trasparente di questa giunta ce la racconteranno gli organi inquirenti che hanno sul tavolo diversi fascicoli che interessano l’allegra brigata. Nel frattempo chiediamo a viva voce di far risparmiare ai reatini almeno lo stipendio di chi evidentemente ha altro a cui pensare (il che ovviamente è legittimo) ma che non può pretendere di costare alle casse di un comune che ha dichiarato lo stato di predissesto ulteriori 50.000 euro l’anno a fronte di un contributo prossimo allo zero, considerando peraltro la sua assenza sistematica ogni qual volta convocato nelle commissioni consiliari. Che l’assessore Di Paolo dimostri un minimo sussulto di rispetto verso i cittadini di Rieti rassegnando le proprie dimissioni e se ciò non avvenisse che il sindaco Petrangeli ponga fine almeno a questo sperpero di denaro pubblico revocando le deleghe all’assessore “alle culture”. Questo ci consentirebbe di non portare l’argomento all’attenzione del prossimo consiglio comunale.

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