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CISL, NO ALLO SCIOPERO GENERALE

RIETI, 21 NOVEMBRE :”LA PROTESTA SENZA PROPOSTA NON CI INTERESSA – DOMANI SOLO I CASSAINTEGRATI E LICENZIATI DELLA NOSTRA PROVINCIA MANIFESTERANNO, VOGLIAMO OCCUPARE LE FABBRICHE CON IL LAVORO!”

Il crescente dilagare, all’interno degli organi di stampa, della mancata adesione da parte della CISL allo Sciopero Generale indetto dalla CGIL e dalla UIL, ci impone una forte riflessione come Dirigenti, come Delegati, come Iscritti ed infine, ma non meno importante, come Cittadini.

E’ arrivato il momento di dire con chiarezza quello che strumentalmente non appare all’interno degli organi di informazione su i contenuti reali che distinguono le singole posizioni Sindacali sul tema dello Sciopero Generale.
Siamo un Sindacato che non teme la contrattazione, mentre accanto a noi dobbiamo amaramente constatare che abbiamo soggetti sindacali che la temono, perché piuttosto che restare al tavolo e continuare a discutere e solo nel momento in cui confronto si arena o si traduce in un vicolo cieco, valutare se e quali strumenti mettere in campo per riaprire il confronto o testimoniare la condivisione del proprio dissenso, stabiliscono a priori e quando il tavolo di confronto è ancora aperto indicono uno Sciopero Unitario, scegliendo da soli Testi, Percorsi e Date dello stesso, per poi chiedere: Sostenete anche voi la nostra protesta?

A noi non piace agganciarci anche perché siamo convinti che chi contratta è più impegnativo per la controparte!
I signor sì e i signor no, invece, lasciano agire indisturbata la controparte lasciandole il campo libero di autodeterminarsi nelle scelte.
“La nostra identità, non è solo quella di essere un soggetto contrattuale, ma comprende la capacità di dare forma al potere del lavoro, al ruolo dei lavoratori, radicato sulla nostra rappresentanza.”
A noi piace discutere del merito delle questioni e portare avanti con forza e determinazione le nostre proposte, proposte che ricordiamo essere state fatte unitariamente, da CGIL CISL UIL al Governo:
• Ridurre le tasse sulle assunzioni a tempo indeterminato;
• Potenziare l’uso dell’apprendistato come forma di ingresso per i giovani;
• Abolire le svariate forme di finto rapporto autonomo che in realtà è vero rapporto subordinato.
Queste richieste unitarie che abbiamo contrattato con il governo hanno già prodotto degli importanti risultati:
Il JOB ACT, tanto discusso e tanto demonizzato, introduce, per i nuovi assunti, l’assunzione a Tempo Indeterminato a tutele crescenti, accompagnato da 3 anni di decontribuzione per le imprese che li assumono.

La CISL ritiene che questi provvedimenti vadano nella direzione giusta ma il testo in commissione vada ulteriormente integrato introducendo ulteriori criteri:
• Che le assunzioni siano aggiuntive all’organico dell’impresa;
• Che non vi siano danni ai contributi pensionistici dei lavoratori;
• Che al termine del triennio si ripristino le tutele vigenti per tutti i lavoratori.
Ma per riuscire in questo intento dobbiamo restare e contrattare al Tavolo del Governo poi semmai scendere nelle piazze.
Cgil/Cisl/Uil in diverse occasioni hanno sostenuto con forza la necessità di ridurre la forte tassazione sulle assunzioni stabili.
Infatti, le aziende usano i rapporti di lavoro precari soprattutto perché costano meno del tempo indeterminato!
In particolare, per favorire la ripresa delle buone assunzioni, Cgil/Cisl/Uil hanno proposto di:
• Ridurre le tasse sulle assunzioni a tempo indeterminato;
• Togliere dall’IRAP la componente del lavoro;
• Sostenere le aziende che fanno Ricerca e Innovazione;
La legge di stabilità, anche lei oggetto del contendere, prevede 3 anni di detassazione per le assunzioni a tempo indeterminato, toglie dall’IRAP la componente del lavoro e prevede credito di tasse per le imprese che fanno ricerca.
Come CISL siamo soddisfatti che il Governo abbia finalmente accolto tre proposte che Cgil/Cisl/Uil hanno sostenuto, promosso e concertato al Tavolo.
Questi primi provvedimenti positivi, vanno rinforzati e come CISL stiamo contrattando e proponendo di migliorarli attraverso:
• La destinazione del risparmio IRAP alle aziende che investono, fanno ricerca, sviluppo e occupazione;
• Avviando e programmando anche investimenti pubblici in Ricerca e Innovazione.
• Rendendo strutturale la riduzione di costo dei contratti a tempo indeterminato.
Su questi temi, come CISL, siamo convinti che vi siano spazi per continure a contrattare con il Governo.
Ogni sindacato, quando chiama alla lotta, sa di chiedere un sacrificio ai lavoratori.
Se ottiene i risultati senza dover fare sciopero valgono il doppio per i benefici che portano e per non aver richiesto sacrificio.
Infatti gli scioperi non si proclamano per celebrare un rito e quando si possono revocare e’ un successo, non una sconfitta.
La CISL non delega né a un singolo partito né alla maggioranza di Governo di risolvere le questioni del JOB ACT e della legge di Stabilità.
Quindi, cara Cgil, cara Uil a che condizioni revocherete lo sciopero generale?
Invece di chiedere alla Cisl di aderire, spiegate ai lavoratori per quali risultati concreti rinuncereste a farlo.
Perché oggi predicate l’unità dei lavoratori e poi li dividete proclamando scioperi preventivi?
Le iniziative dei pensionati, del pubblico impiego sono state unitarie perché definite su obiettivi precisi e misurabili e promosse insieme, senza chiedere a nessuno di accodarsi.
Perché sulla legge di stabilità non si può seguire questo metodo ?
La Cisl sta in campo con proposte e argomenti e promuove iniziative e mobilitazioni proporzionate agli obiettivi.
Noi siamo per fare la mobilitazione su obiettivi precisi e ben individuati che vogliamo cambiare. Il contratto degli statali è un obiettivo preciso che anche gli altri dovrebbero considerare. Siamo pertanto assolutamente convinti che tutte le categorie della pubblica amministrazione – come hanno scelto attraverso una grande mobilitazione unitaria – debbano fare uno sciopero di categoria per il loro contratto. Si tratta di uno sciopero diverso perché e’ specifico su un argomento e ha un obiettivo preciso, reale, tangibile e non ha nulla di politico.
Noi siamo quelli si battono per accordi che producano risultati tangibili, non che legittimino i gruppi dirigenti, dando al contempo un’immagine di monumentalizzazione del sindacato.
Per noi è finito il tempo dell’impostazione sindacale che si cristallizza in ideologia dei diritti ed è incapace di misurarsi con i problemi e di costruire risposte e soprattutto costruire proposte.
Le norme del Jobs act stanno cambiando in positivo e in sede di decreti attuativi vedremo di migliorarle ancora.
Il punto cruciale, la domanda a cui deve rispondere chi ha indetto lo sciopero è: le proposte sono meglio o peggio di prima?
Come CISL siamo in grado di affermare senza paura di essere smentiti che il contenuto oggi, grazie alla contrattazione fatta è migliore rispetto alla stesura iniziale e anche la Legge di Stabilità contiene cose positive e cose da cambiare ma tutto questo non giustifica uno sciopero generale.
Uno Sciopero Generale sarà giustificato e come CISL chiameremo alla lotta i lavoratori quando ci renderemo conto, in modo reale e tangibile, che non ci saranno più gli spazi per fare quello per cui i nostri iscritti ci hanno delegato, ovvero Contrattare!
Segr. Prov.le FIM CISL di RIETI

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