COLDIRETTI LAZIO, OTTIMA ANNATA PER IL VINO, MA CALANO DEL 4% LE VENDITE NEL MONDO: IN CRISI 4 CANTINE SU 10

Ago 27, 2020 | Altre Notizie | 0 commenti

Sarà un’ottima annata per il vino del Lazio, nonostante le inevitabili ripercussioni che l’emergenza
sanitaria avrà sulla vendemmia che è appena iniziata. Per poter confermare le previsioni anche sul piano
quantitativo, l’andamento della raccolta delle uve dipenderà molto, oltre che dal mese di agosto, anche
da quello di settembre.  Si stima in Italia una produzione di vino Made in Italy intorno ai 45 milioni di
ettolitri, in calo di circa il 5% rispetto allo scorso anno, con il testa a testa con i cugini francesi per il
primato mondiale.
Solo a causa delle difficoltà registrate dalla ristorazione in tutto il mondo per l’emergenza coronavirus,
le vendite di vino italiano nel mondo sono in calo del 4% nel 2020, con una storica inversione di
tendenza rispetto al passato. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti sulla base dei dati Istat,
relativi ai primi cinque mesi in riferimento al monitor di Intesa San Paolo sui distretti agroalimentari,
che fotografa la situazione del primo trimestre pre emergenza covid.
“Questa è la prima vendemmia segnata dagli effetti della pandemia mondiale – spiega il presidente di
Coldiretti Lazio, David Granieri – con la minaccia dei dazi e della Brexit, con l’uscita dall’Unione
Europea della Gran Bretagna, che è stata per lungo tempo, il principale cliente del prosecco, il vino
italiano più esportato nel mondo. Quest’anno a pesare sarà anche la carenza di manodopera
qualificata per il blocco delle frontiere con il rischio Covid. A riguardo è fondamentale estendere i
tamponi all’arrivo in Italia per i lavoratori stranieri nei campi provenienti dall’estero. Questo
consentirà loro di svolgere le attività di raccolta con la Coldiretti, che ha avviato una campagna di
comunicazione rivolta alle imprese e agli stessi lavoratori per garantire il rispetto delle regole e
tutelare la salute pubblica”.
Anche nel Lazio il lockdown ha dimezzato le vendite del vino a causa degli effetti della pandemia, che
ha portato alla chiusura forzata di ristoranti, hotel, bar e pub, per oltre due mesi, determinando un netto
calo del fatturato.
“Le difficoltà registrate da quasi 4 cantine italiane su 10, pari al 39 per cento, a causa dell’emergenza
sanitaria – aggiunge il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – dimostrano quanto sia
indispensabile intervenire urgentemente per sostenere le esportazioni, alleggerire le scorte, ridurre i
costi e tagliare la burocrazia.
La vendemmia deve essere ripensata attraverso un percorso di semplificazione, che renda questo
settore più agile e flessibile, rispondendo ai criteri di tempestiva disponibilità all’impiego.
Uno strumento che sia anche in grado di generare opportunità di integrazione al reddito per giovani
studenti, pensionati e cassa integrati.

Intanto le misure di distillazione di crisi e di vendemmia selettiva, messe in campo dal ministero delle
Politiche agricole e dalla Regione Lazio, hanno sicuramente alleggerito le quantità nelle cantine”.
In Italia, stando all’ultimo report “Cantina Italia” redatto dall’Icqrf, l’Ispettorato centrale della tutela
della qualità e repressione frodi del Ministero delle Politiche agricole, si registra, rispetto allo scorso
anno, una riduzione del 3,6% per i vini, del 10,6% per i mosti e del 31,1% per il vino nuovo ancora in
fermentazione. Nel Lazio è presente oltre un milione di ettolitri di vino, di questi 358 mila sono Dop,
386 mila Igp, 278 mila altri vini e 2.661 mila vini varietati.

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