Politica

Comune, non c’è dissesto. Petrangeli smentito

“La verità ha sempre tempi un po’ piu’ lunghi ma alla fine viene sempre a galla. Così è stato per i conti del Comune di Rieti, dati per drammatici per un’intera campagna elettorale, giusto il tempo di gettare fango sull’operato di centro-destra e convincere gli elettori indecisi che Simone Petrangeli poteva essere la salvezza di Rieti”.

Il commento è di Andrea Sebastiani, consigliere comunale Lista Perelli, che prosegue.

“Così non era. Così non è. Oggi, a distanza di circa due mesi, si scopre il grande inganno elettorale di Petrangeli e della Sinistra. I Revisori dei conti affermano che non c’è nè dissesto nè crollo del bilancio da deficit. Le carte sono a posto e c’è solo una grande crisi di denaro contante come sta accadendo in tutta Italia. Nel frattempo, Petrangeli e soci hanno mandato a casa 200 precari del Comune solo perchè selezionati da assessori del centro-destra. I soldi, invece, ci sono per il compagno Petrangeli, per l’istituzione di un ufficio a supporto del Sindaco e presa in carico di un art. 90. Pagando soldi pubblici e costringendo una dipendente comunale ad andare in pensione perchè relegata in un angolo dal sig. Sindaco.

Ma il vero scandalo sta nell’aver messo tasse, tariffe e IMU comunaliai massimi storici, con la scusa del deficit. Questa è la Giunta di centro-sinistra di Simone Petrangeli. Solo tasse ed asunzione di coloro che lo hanno votato.

I gruppi consiliari di minoranza composti da Lista Civica Perelli, Pdl, Città nuove rivendicano come frutto di sensibilità civica in favore di tutti quei nuclei familiari che si trovano in particolare situazione di disagio, gli emendamenti al bilancio previsionale 2012 che sono stati fatti propri dai gruppi di maggioranza con una mozione, votata all’unanimità, con cui si impegna il sindaco e la giunta a redigere il regolamento Imu entro il 30 settembre prossimo, tenendo conto dell’aggiunta di maggiori detrazioni oltre a quelle previste per legge in favore dei proprietari di immobili adibiti ad abitazione principale. La sinistra priva di idee e di capacità di governo ha dovuto far ricorso ai nostri emendamenti per realizzare qualcosa di buono.

Lo stesso vale per l’Isee per i servizi a domanda individuale con richiesta di innalzamento I^ e II^ fascia perchè così proposte creerebbero una fascia di esenzione al contrario. In sostanza solo pochissime famiglie (che percepiscono redditi non superiori agli importi dell’indennità di mobilità) avrebbero accesso all’asilo nido o ad altri servizi come mense scolastiche.

Un bilancio, quello approvato qualche giorno fa, che si caratterizza per la decisione di applicare l’aliquota massima dell’IMU sulla prima casa e un taglio di risorse disponibili per i servizi sociali di € 2.300.000,00, diretto solo a gestire l’annualità in corso senza andare ad incidere in nessun modo sul disavanzo complessivo che dovrebbe aggirarsi intorno ai € 20.000.000,00. Dovrebbe perchè nella relazione stessa è testualmente scritto:” il risultato contabile di amministrazione non è stato ancora accertato ai sensi delll’art. 186 Tuel……….”

Lo ha affermato chiaramente anche il Collegio dei revisori dei conti  che non siamo, come si ostina ad affermare in ogni occasione il Sindaco, come se fossimo ancora in campagna elettorale, che il Comune di Rieti si trova in una fase di dissesto finanziario o di deficit strutturale.

Non è vero né l’uno né l’altro!!! Se così fosse, non si sarebbe potuto procedere all’approvazione del bilancio stesso. Chi ha votato a favore in una situazione di dissesto o di deficit, ha commesso un reato.

Nel frattempo, si continua a gridare allo scandalo. Ora, se la prendono anche con i caffè che l’ex sindaco Emili offriva, con spese di rappresentanza, a quegli ospiti di lavoro che lo andavano ad incontrare a palazzo di città. Perchè non pongono la stessa domanda al presidente della Provincia Melilli. Si accorgerebbero immediatamente del tremendo abbaglio preso. Piuttosto ci dicano come intendono amministrare la città, perchè la campagna elettorale è finita. Da un pezzo.

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