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Confartigianato, consiglio su Camera di Commercio: “Difesa del territorio, inesattezze e latitanza di una “certa” politica”

Confartigianato Imprese Rieti ringrazia il Presidente del Consiglio Comunale di Rieti per aver celermente raccolto l’invito di Confartigianato, Confcommercio e CIA di convocare un Consiglio comunale urgente per sostenere la Camera di Commercio di Rieti in un momento in cui è alle porte il commissariamento e l’accorpamento con Viterbo.
Confartigianato Imprese Rieti ribadisce che il primo obiettivo è quello di difendere il territorio e i suoi organi di rappresentanza (Provincia, Camera di Commercio, Consorzio del nucleo industriale, Comunità montane ecc), nati per sviluppare e sostenere economie di scala e valorizzare le risorse da essi possedute, nonché tutte quelle eccellenze che hanno reso l’Italia famosa nel mondo.
Dispiace dove constatare che l’interesse partitico ha prevalso su quello prettamente tecnico-giuridico e di salvaguardia del territorio.
Vale la pena ricordare che gli Organi camerali stanno operando nella pienezza delle funzioni e dei poteri, e non come erroneamente sostenuto da più parti in “prorogatio”. Non deve infatti sfuggire che la Camera di Commercio di Rieti aveva – nei termini previsti – avviato la procedura per il rinnovo degli Organi, che è stata interrotta a causa dell’espressa previsione di quella sciagurata legge di “riordino” del sistema che ha suscitato critiche e ricorsi in molte Regioni del Paese.
In alcuni casi – vedasi l’Emilia Romagna e la Campania – i Presidenti delle Giunte regionali hanno ritenuto opportuno adottare atti deliberativi di sospensione di ogni procedura in materia camerale (rinnovi, accorpamenti) in attesa del previsto pronunciamento della Corte Costituzionale, che l’8 aprile prossimo ci dirà se la legge impugnata dalla Camera di Rieti, insieme ad altri quattro ricorrenti, è conforme alla Carta costituzionale ovvero dovrà esser riscritta.
Altre Regioni stanno semplicemente attendendo gli sviluppi giudiziari, tanto da poter affermare che solo la Regione Lazio ha deciso di avviare la procedura di commissariamento; appare peraltro singolare che tanto zelo sia stato riservato alla sola Camera di Commercio di Rieti e non anche a quella di Frosinone che (lo diciamo per i non informati) ha visto i propri organi eletti lo stesso giorno di quelli reatini e che in virtù di non sappiamo quale sofismo o alchimia non sia stata considerata in “prorogatio” .
Questo, oltre che apparire palesemente illegittimo, suscita sospetti che portano a temere che il commissariamento possa essere finalizzato a imporre un accorpamento rispetto al quale tutte le forze politiche presenti in Consiglio comunale hanno espresso contrarietà. Un sospetto che potrebbe essere accantonato con una chiara presa di posizione da parte della Regione.
Come Confartigianato non abbiamo mai sentito dire con chiarezza se la Regione intenda o meno schierarsi dalla parte della richiesta di quella autonomia che la Camera di Rieti rivendica da tempo e che da ieri sera – almeno questo ha trovato unanimità – vede concordi la totalità delle forse politiche rappresentate nel Consiglio del Comune di Rieti. Posizione che è stata ribadita da Organizzazioni sindacali e Associazioni di rappresentanza con prese di posizioni pubbliche.
Questo forse è il cuore della vicenda e una chiara presa di posizione potrebbe contribuire a stemperare un clima che si fa ogni giorno più rovente.
Confartigianato ritiene che oggi schierarsi dalla parte di una riforma che ha fallito e che viene rigettata da moltissimi territori potrebbe essere letto come un segnale negativo da parte di un territorio che a fatica cerca di risollevarsi dal dramma del sisma e che ha bisogno – tra le altre cose – di segnali di vicinanza provenienti dalla prossimità delle Istituzioni che andrebbero potenziate piuttosto che messe in discussione.
Stigmatizziamo l’abitudine di pubblicare stralci di interviste astraendole dal contesto storico in cui vennero rilasciate appare quantomeno scorretto. Non dovrebbe sfuggire che nel 2014 le Camere di Commercio furono sottoposte a un attacco da parte degli allora governanti che puntavano alla loro chiusura. Poi quello stesso Governo dovette fare una clamorosa marcia indietro, peraltro non rinunciando a depotenziarle tramite il dimezzamento del diritto camerale e la contrazione delle funzioni. In quel contesto, la Camera di Rieti si batté per la salvaguardia dei livelli occupazionali e per il sostegno a un progetto volto a scongiurare la formazione di una Camera di Commercio frutto della sommatoria di quattro Camere di Commercio nel Lazio e con sede a Latina. Scelta del cosiddetto “male minore” nello scenario dato, precedente al referendum che evitò la cancellazione delle province e, soprattutto, precedente all’imprevedibilità di quel luttuoso terremoto. Con la volontà popolare di mantenere le amministrazioni provinciali, divenne evidente che anche le Camere di Commercio avrebbero dovuto mantenere una coerente dimensione territoriale.
Spiace dover rilevare che ancora oggi per affermare questa ovvietà si debba scomodare la Corte Costituzionale, cosa che la Camera di Rieti non ha esitato a fare, così come non si è sottratta al contributo economico e di idee a sostegno di quelle realtà territoriali che tutti affermano essere fondamentali per il tessuto socio economico del territorio.
Non occupazione di poltrone, peraltro senza costi per l’Ente, ma assunzione di responsabilità, anche ricorrendo a quegli avanzi patrimonializzati che sono frutto di diritti versati dalle imprese o figlie di una capacità progettuale che non ha mai messo in discussione la solidità dell’Ente.
Confartigianato ritiene ingiustificato il tentativo di gettare ombre sulla gestione di un Ente le cui attività svolte hanno ricevuto, nel tempo, gli apprezzamenti delle imprese. Attività che sono state svolte in collaborazione con tutte le Amministrazioni regionali, provinciali e locali che in questi anni si sono avvicendate, senza mai domandarsi a quale forza politica facessero riferimento.
Confartigianato stigmatizza il comportamento di quanti, non avendo argomenti su cui basare le proprie giustificazioni di parte, tentano di calunniare Associazioni che rappresentano quasi 5.000 imprese e oltre 10.000 addetti. Questo non fa bene al territorio e non è altro che ottusità partitica.

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